Chi è una persona?

Premetto 2 cose. Alcune tesi di
fondo che alcuni considerano ovvie:

  1. Tutti gli uomini sono persone. Che è come
    chiedersi: “Perché c’è qualcosa e non piuttosto nulla?”
  2. Tutti gli uomini hanno la stessa dignità
    ontologica.

Appaiono alcuni concetti: la
definizione di Boezio, il concetto ontologico di persona: “sostanza sussistente
individuale di natura razionale”.

Da questa natura si segue una
dignità che si riferisce a un valore, una dignità ontologica. Questa si
manifesta in libera padronanza dei propri atti. Ci sono persone non consapevoli
come quelli in coma, e persone non libere nella padronanza dei propri atti.

 

Tesi del separazionismo: non
tutti gli uomini sono persone.

Altri: noi è meglio che parliamo
di uomini e non di persone per difendere i diritti umani.

Ci sono persone che propongono
definizioni di persone molto ricche, non sono definizioni adatte a difendere
tutte le persone. Bisogna fare metafisica, cioè vedere dove si trova il
fondamento.

 

L’impostazione filosofica è la
più utile per dialogare in dibattiti politici. È una filosofia quella di Sgreccia
aperta alla teologia. Ci sono molti personalismi. Questo è ontologicamente
fondato.

Indipendentemente dal fatto di
essere filosofi personalisti o meno, è centrale il concetto di persona.

La persona è al centro del
soggetto che agisce moralmente, sia il medico, il paziente che subisce questo
intervento. Anche la centralità del concetto di persona. I diritti che sono
dovuti a un uomo per il fatto di avere una natura umana, indipendentemente da
ulteriori specificazioni. Nel ’48 con la Dichiarazione       Universale dei Diritti dell’Uomo, si proclama la dignità
inerente a tutti gli esseri umani. Usa formule per evitare discriminazioni,
affermando che ogni uomo è persona.

Vediamo qual è il senso e poi il
modo. Dobbiamo fare nozioni di logica e semantica. Può darsi che le persone
usino lo stesso termine con concetti diversi. Allora un termine non si
riferisce a tutti, ma a un settore. Immagino che avrete sentito: oggi abbiamo
una lezione sulla definizione di persona, vogliamo una definizione ricca. No,
meno ricca è meglio è. Per evitare discriminazioni. La definizione di Boezio
non è commuovente ma serve bene a identificare. Le definizioni non devono
commuovere.

I concetti hanno due
caratteristiche, estensione e comprensione. La comprensione è il
contenuto di un concetto. Uomo = animale razionale. Estensione si riferisce
agli individui a cui fa riferimento. Più è ricca la comprensione, più è
ristretta l’estensione. Tutto il problema della discriminazione è dovuto a un
concetto di persona così ricco che non entrano tutti.

Siamo di fronte a discriminazione
per un concetto errato.

La logica offre 3 operazioni: definizione
(determinare che cosa è qualcosa), distinzione (permette di dire che
cosa non è, posso determinare questo contenuto delimitandolo per ciò che si
trova dentro o ciò che non si trova fuori), divisione (può essere reale
o soggettiva, cioè quali sono i soggetti che cadono in questa definizione, ad
esempio posso distinguere spagnoli e resto del mondo, ma la ratio non è
significativa).

 

S. Tommaso: bisogna comprovare la
difficoltà della trattazione. Gli italiani li chiamano cani, gli inglesi dog.
Le traduzioni sono possibili, perché il concetto è lo stesso. Ci riferiamo alle
cose che abbiamo conosciuto.

Nella rivista Bioetica: articolo
“Il neonato è persona”, Pordenone, Gianfranco Vazzoler. “Le cure al neonato
dovranno rispettare il suo essere persone. I neonati anche molto prematuri sono
da trattare come persone”. C’è chi non la pensa così.

Si tratta di vedere se si
giustifica la qualifica di persona al neonato. La cosa non è così chiaro.
Persona chi è? Se è vero che ciò che caratterizza la persona è la capacità di
essere coscienti e razionali, non tutti sono persone. Anche i neonati e i
ritardati mentali gravissimi non sono persone. Il povero S. Tommaso viene
citato con Kant e Hegel: capacità di autocoscienza, acquisizione di senso
morale. Non vi preoccupate questo medico non vi uccide mentre dormite, perché
avete la potenza di reagire. Ci sono quindi ottime ragioni per criticare le
tesi prive di ogni fondamento. Si deve abbandonare la logica dei diritti propri
della persona e acquisire l’etica del bene. Tocca a genitori e medici cercare
di capire l’interesse del neonato. Si deve valutare se vale la pena curare il
neonato che crescerà con menomazioni, difficoltà.

Conviene riflettere
profondamente. È vero che tutti mettono al centro della bioetica la persona. Ma
quando si mette, che senso ha? Il concetto di persona sembra essere il punto di
riferimento di tutte le bioetiche. Chi vuole porre il concetto di persona alla
base di un discorso morale deve dire che concetto ha di persona. Tutti usano la
parola persona, non tutti hanno la stessa concezione di persona.

Non manca chi pensa che il
concetto di persona sia convenzionale. Sono i termini convenzionali, non il
concetto. Decidiamo che saranno persone questi. No alla retorica, sì alla
filosofia. La filosofia è amore per la verità, è nata contro il sofismo, cioè
l’apparenza del vero, che serve a vincere in tribunale. Platone distingueva
verità e apparenza.

 

Il separazionismo. Non tutti gli
uomini sono persone, per posticipazione (vita nascente) o anticipazione (stato
vegetativo). Qualcuno dice “si diventa persona con la formazione del sistema
nervoso centrale”. Per Singer è persona il soggetto senziente, quindi avrà
diritto a non soffrire.

Altri dicono: “quando si forma la
corteccia celebrale. Se non si ha la corteccia non ci potrà ragionare. Se non
c’è corteccia non avremo persona”.

Secondo altri si diventa persona
al momento dell’autocoscienza. Poi nel caso dell’anticipazione, abbiamo la
giustificazione dell’eutanasia.

 

Tesi espansionista: anche alcuni
animali sono persone.

 

Graduazione: ci sono persone 1,
2, 3, 4 e 5. Engelhardt.

Persona 1: Propriamente detta è in grado di fare contratti.

2: bambini piccoli che hanno all’incirca gli stessi diritti della
persona 1.

3. individui che sono state persone in passato,

4. gravemente ritardati: non saranno mai persone in senso stretto.

5: in coma grave e irreversibile.

 

Qual è il presupposto? Mi
soffermo su uno. Riduzione del corpo a materia in movimento. Il concetto di
persona si riferisce all’anima spirituale. Ci sono 3 funzioni che definiscono
chi è persona e chi non lo è. Non si fa riferimento alla natura di questi
soggetti. Se rivela la capacità di possesso di certe funzioni, come volontà,
razionalità..

 

Qual è la risposta che si può dare?
La presenza di una funzione non indica una persona, ma presuppone
l’esistenza di un soggetto che abbia una natura tale che permetta di avere una
certa funzione.
Anche se dobbiamo utilizzare le funzioni per formare un
concetto.

 

Ad esempio un avvoltoio che
prende le ossa, le porta in alto e le fa cadere, poi le mangia. Lo definiamo
queranta huesos, in spagnolo. Lo definisco partendo da alcune proprietà, perché
non posso fare altrimenti.

L’importante: la funzione
presuppone l’esistenza di un soggetto che ha una natura determinata. Ci può
essere un soggetto incapace di usare una funzione. Le funzioni sono del
soggetto, non sono il soggetto.
La coscienza è una caratteristica di alcuni
soggetti che si rendono conto di essere se stessi. Le funzioni non possono
definire il soggetto, sono solo proprietà, caratteristiche.

 

Non c’è uno stato intermedio tra
vita e morte. A volte è difficile capire il momento della morte.
Ontologicamente tutti sono degni. I prigionieri hanno diritti umani che vanno
rispettati. Allora riteniamo che un presidente della repubblica abbia una
dignità per la funzione pubblica che svolge.

Presentiamo il personalismo
ontologicamente fondato, che riconosce il primato della natura sulla funzione. La
natura si può manifestare in funzioni, ma non si riduce a queste funzioni.

 

Tutti gli esseri umani sono
persone e non c’è una gradualità
. Sia sano che malato, appena concepito,
piccolo, grande, abbia coscienza o non l’abbia, ha sempre la stessa dignità
ontologica.

 

Giuridicamente rilevante sia
l’omicidio, non il personicidio.

 

L’assunzione fondamentale della
bioetica non è identificabile con l’appartenere alla specie umana. L’essere
persona non è identificabile alla specie umana. Anche nella filosofia laica,
questo è il principio. Allora alcuni dicono: lasciamo perdere il concetto di
persona. È problematico. La tentazione è dire lasciamo perdere il concetto.

Ancora è il concetto più utile per
una difesa giuridica. Questa affermazione è molto importante. L’articolo: “Muore
il personalismo”. Lo dice tale e quale. “È la registrazione di un fatto
culturale. Il personalismo non è stato così competitivo da vincere la
battaglia del concetto
”. Considero questa critica durissima, ma ha ragione
Ricoeur.

A volte non si fa la battaglia
del concetto, non si presenta una teoria che sia competitiva nella discussione
pubblica. Gli altri hanno articolato bene un’argomentazione falsa.

Per le battaglie giuridiche
ancora il miglior concetto è persona.

 

Troverete un articolo di mons.
Sgreccia. Fa riferimento ai concetti analizzati dal comitato nazionale di
bioetica.

Il primo concetto è quello
soggettivistico, la persona è considerata il soggetto umano, un’entità autonoma
capace di razionalità. Il concetto di persona è legato alla capacità di
autodeterminazione. Ho un soggetto capace di fare contratti.

L’altro ha una base sensista,
concetto utilitarista. La persona si definisce per il criterio neurologico, la
capacità di piacere o dolore.

Col personalismo ontologicamente
fondato, il concetto di persona trova fondamento nel concetto di natura.

 

Abbiamo Cartesio, che ha
cominciato la prima linea (razionalità). Hume che ha iniziato la sensista.

Con Cartesio, c’è un articolo, il
concetto di persona. Res cogitans e
res extensa.

Locke aveva il problema della
consapevolezza, allora introdusse la memoria. Kant fa riferimento alla morale.
Come Dio deve essere affermato come postulato per spiegare la morale nella
ragione pratica. Così anche il concetto di persona è definito in riferimento
alla morale.

 

Ci soffermeremo a una definizione
sobria di persona.

Lasciamo stare le parole, andiamo
alle cose: fenomenologia.

 

C’è una fenomenologia che può
essere realista. Cogliere l’essenza di qualcosa indipendentemente da altre
considerazioni, fattuali, l’utilità per le lotte giuridiche. Edith Stein fa una
riflessione sullo stato. A me fa lo stesso se esistono o meno dinosauri, voglio
sapere l’essenza.

Ricoeur coglie 4 tratti: l’uomo
parlante, agente sofferente, narratore, responsabile. Vuole identificare
l’essere dell’io. Devo accedere tramite l’interpretazione delle oggettivazioni,
cioè come parla, reagisce. L’io è esistente, reale che non si può apprendere
direttamente, allora si deve interpretare tramite le oggettivazioni.

 

San Tommaso dice è una questione
difficilissima parlare dell’anima dell’uomo. Tramite gli atti conosce le
facoltà, e tramite le facoltà conosce l’anima.

L’insufficienza della posizione
di Ricoeur è che offre una fondazione etica come Kant,. Applicabile solo a chi
è responsabile delle proprie azioni. Caricando la persona di molti significati
morali, non si riesce a racchiudere tutti gli appartenenti al genere umano.

 

Vediamo “Persona e atto”, libro
del ’69 di Wojtyla. Lui non parte dal concetto metafisico di persona, ma
analizza l’agire della persona. Non è un’analisi scientifica, ma fenomenologia.
All’attività neuronale che cosa corrisponde? Persone in coma reagiscono,
pensano, allo stesso modo degli altri, ma non si possono esprimere. È
un’analisi oggettiva sull’attività del soggetto. Ha presente una metafisica che
si trova lì di fondo. Non vuol dimostrare fenomelogicamente che l’uomo è
persona. Cerca di capire in che modo l’uomo è persona, come si riflettono sul
suo essere cosciente. Adopera le categorie di atto e potenza, anche la potenza
è a livello più basico la natura. La fenomenologia studia come le cose sono
vissute, appaiono alla coscienza, le regole del manifestarsi di questo essere,
cioè la persona che agisce in modo cosciente.

 

La prima caratteristica della
persona è la sussistenza, l’essere in sé, non essere un accidente, ma un
soggetto, un individuo, che possiede l’atto di essere. S. Tommaso dirà: l’anima
separata dopo la morte non è persona, perché non è il tutto completo.

Questo entrerà nella definizione
classica di persona. Poi l’insistenza, l’essere in, avere una interiorità,
siamo in noi, con noi, non abbiamo la schizofrenia, a volte parliamo con noi
stessi, che è il presupposto di essere con gli altri. persona è uno che è
capace di dire io, l’essere persona non può essere comunitario.

“In rapporto a me sono solo con
me stesso.”

L’essere consapevole che io sono
la causa efficiente dei miei atti, perciò il senso delle responsabilità. Gli
animali non dicono io. Il soggetto non si sdoppia in soggetto e oggetto.

 

In adeguazione della nostra
coscienza: siamo autoconsapevoli ma non autotrasparenti. È difficile fare
l’esame di coscienza.

 

La libertà: S. Tommaso vedrà in
questo l’immagine di Dio. L’uomo vuole essere libero. Un atto libero,
cosciente, la electio o scelta responsabile. Uno raduna il consiglio nella
propria testa e alla fine faccio una scelta. La persona si sperimenta libera. Negli atti liberi si autodetermina.
Facendo azioni buone diventa buono.
L’uomo si fa.
Nasce con condizionamenti, natura, ma si costruisce, è un progetto aperto che richiama
l’esercizio della libertà. Vive tra ciò che è e ciò che vuole essere. È una
tensione di tipo formativo.

 

La forma dell’uomo è sia anima
sia spirito
. (S. Tommaso). Tramite questa unità comunica col mondo
materiale. Attraverso il corpo l’uomo si comunica, è esposto a se stesso e agli
altri.

Un’altra caratteristica è la coesistenza.
Realizza le azioni in collaborazione con gli altri. si apre agli altri non solo
perché ne ha bisogno. Ci sono cose che si possono fare solo in società. Non si
apre agli altri per povertà, ma per arricchirsi.

Un altro termine è la proesistenza
e la comunione
: vivere per gli altri. la persona si configura come un
essere per gli altri e con gli altri. l’uomo non si realizza se non nel dono
sincero di sé.

C’è la possibilità della chiusura
ma anche dell’accoglienza. Ci fa entrare nella categoria della prossimità e
alterità. L’altro è uno che condivide la mia natura. Uno che sussiste in se
stesso, un altro io, un altro se stesso, che merita un riconoscimento. Merita
di essere riconosciuto nella sua alterità. Deve essere molto unita alla
prossimità.

Prossimo sono tutti.

 

Dopo aver presentato queste
categorie, Mondin fa questa riflessione. Dobbiamo ricorrere a queste categorie:
sostanza, accidente, nel caso degli uomini gli accidenti sono rilevanti, sono
atti che definiscono la bontà o meno di un uomo. Accidenti sono anche la
relazioni. Accidentale non vuol dire non importante, vuol dire che non è sostanziale.
Relativa è una cosa non assoluta, non che non sia importante. La categoria
potenza e atto illumina tante cose.

Fides et ratio si pronuncia in
questo. “Una grande sfida ci aspetta alla fine di questo millennio. Passare
dalla fenomenologia dei fondamenti.” (Wojtyla)

“Un pensiero filosofico che
rifiutasse ogni apertura metafisica sarebbe inadeguato”, “dall’ermeneutica
fenomenologia all’ontologia”, qui appare il concetto ontologico di persona. Ci
sono altri concetti, psicologici di persona, che fanno riferimento
all’autocoscienza, alla memoria. O una definizione relazionale, sociale, molto
bella.

Comunque resterebbe la domanda
filosofica, non troppo diversa da quella dei bambini: perché? Non “perché sì”
devi dare una risposta, se non la sai dì “non lo so”.

Un bambino aveva fatto un
castello di sabbia tutta la giornata, una onda la porta via. Il bambino
chiedeva perché al padre. Questo perché portato alla fine è metafisica.

Allora vogliamo chiarire il
concetto, perché ci interessa difendere la res. È giusto fare fenomenologia
della persona, ma l’analisi filosofica deve arrivare alla conoscenza di ciò che
spiega la natura, spiegare perché questi fenomeni si manifestano in questo
modo.

Agire in modo corrispondente alla
propri natura. Basta, andiamo al concetto ontologico di persona.

Boezio: rationalis naturae individua substantia (sostanza individuale di
natura razionale).

L’uomo è una natura. Nella
definizione di persona si definisce un individuo, che è di natura razionale.

Alcune definizioni sono nominali,
perché descrivono il senso di un nome, si cerca di cogliere il significato di
un concetto, molte volte per mezzo delle proprietà, aspetto, abitudini. Altre
definizioni si chiamano reali, se ben fatte essenziali, perché esprimono la
natura o l’essenza delle cose. Può essere metafisica. Cioè cerco di determinare
questa specie determinando il genere più prossimo, esempio, l’uomo è un
animale, ma razionale. La definizione ontologica è diversa.

 

La definizione di persona si fa
al modo di una definizione metafisica. Nella definizione persona denota un
referente. Mentre la coscienza è solo una proprietà a volte nel linguaggio si
sostanzializza la proprietà.

Posso applicare queste proprietà
ad altri concetti. Ad esempio le persone divine, per usare categorie umane più
estese possibili. Boezio e il de Trinitate.

Boezio dice: “Io scrivo in modo
oscuro, così capiscono solo i sapienti o chi ha da perdere tempo”.

 “voglio fare un’opera per chiarire quando si
può usare la categoria relazione”. S. Tommaso parlerà di relatio relativamente
a Dio. Dobbiamo parlare, cercare di esprimere.

 

Il mio cane è così carino che
dico che è una persona. È un uso improprio. Ha coscienza sensitiva, ma non è
razionale. Nessuno si offenda perché non do della persona al suo cane, lo
tratti bene.

 

Nessuno dice che l’uomo non è
persona, alcuni dicono che ci sono uomini che non possiedono proprietà della
persona. Questo o per privazione o perché non ne è in atto. Una persona umana
di 3 mesi non parla, ma sicuramente imparerà a parlare. Può darsi che poi abbia
un incidente e smetta di parlare. Nel primo caso è un modo di avere proprio
della potenzialità, non è in atto. Se è privato, è come uno che non ha più gli
occhi, non uno che li ha chiusi.

 

Tutti abbiamo la capacità di
imparare. Una persona che è diventato cieco è una persona, benché privato di
qualcosa.

Un esercizio è una capacità che
può essere congenita o acquisita. Tutti i bambini nascono con la capacità di
parlare, ma per parlare tedesco, bisogna averla acquisita.

 

Analisi concettuale di persona

 

I concetti sono di origine
aristotelica. L’origine della definizione è boeziana. Natura traduce il termine
greco OUSIA

Substantia = hypostasis

Una natura qualificata dal logos,
spirituale, poi potrà essere applicato alla natura umana, divina, angelica. La
forma dell’uomo è anima e spirito. La persona è definita per una capacità. La
persona non è definita per l’esercizio di una facoltà. Si bada alla
determinazione di un tipo di natura.

Principio dinamico reale delle
sue attività specifiche, quello che fa sì che il soggetto agisca in modo
determinato. Ha degli obiettivi nelle proprie facoltà.

Questa natura spiega non solo le
finalità immanenti, ma anche la regolarità nel modo di agire e di reagire. Non
ha senso opporre il termine natura a persona.

Persona e natura vanno in tal
modo unite che gli permette di agire liberamente, non in modo fisso come le
macchine. Abbiamo un modo determinato di essere. Natura e libertà vanno
strettamente unite.

Allo stesso modo non c’è motivo
per contrapporre uomo e persona. Un filosofo francese li contrappone ma in un
contesto politico preciso, ma è meglio non contrapporli.

 

San Tommaso riprende la
definizione di Boezio, sottolinea l’idea di perfezione, dignità. È l’ente più
perfetto in tutta la natura. Tutti gli uomini hanno la stessa dignità che è
quella di persona.

 

Anche san Tommaso fa un’analogia.
Dio è l’essere in Sé, per Sé, a Sé. Una cosa non può essere causa sui, causa ed
effetto allo stesso tempo. Ma non dipende da nessuno.

L’uomo è fine, è per sé,
sussistente, ma non a sé, dipende dai genitori e da Dio.

 

Da un punto di vista teologico: l’uomo
è l’unica natura che Dio ha amato per se stessa
. L’uomo è fine in se
stesso, non può essere trattato come mezzo.

 

Rationalis, si riferisce alla
natura capace di autoscienza, comunicazione. Di proprietà e atti si può essere
privati, non della natura. Facoltà e potenza significano la stessa cosa. Non
esistono le persone potenziali. Si è persone o non si è persone. Un embrione è
una persona in atto. Persona in potenza si può parlare delle cellule germinali,
se si può parlare così.

 

Il concetto, l’idea di parte. Una
persona è parte di una comunità. Ognuno di noi è una parte del corso. L’uomo
non è ordinato alla comunità politica secondo tutte le sue dimensioni.

Nella Centesimus Annus dice che
la libertà religiosa è il culmine dei diritti umani. L’uomo fa parte della
società politica, ma non secondo tutto se stesso, perché è la persona che è
fine a se stessa, non la comunità politica.

 

Dio pone nell’atto di creazione
un essere che può porsi davanti a Dio come un tu. È chiamato alla comunione
con Dio
, la vita in Lui, con Cristo, nella grazia.

La natura dell’uomo è orientata a
questo, alla libertà, all’amore, orientata a tutti, anche a Dio. L’uomo è
capace di amare Dio, sempre nella dipendenza di Dio nel proprio essere, perché
siamo sostenuti da questa azione creativa.

Ci sono molti beni, che se non
fosse per la società non potresti avere.

 

La differenza tra io, anima e
coscienza. Anima = parte dell’io. Persona = io, il soggetto. L’io designa un
ente. La persona è dotata di anima, del corpo nel quale abbiamo il cervello,
che non è l’organo dell’anima. L’anima è spirituale, non ha bisogno di
organi
. Senza cervello non possiamo pensare. L’anima ha bisogno degli
oggetti formati da questo strumento per poter operare. Chi agisce non è l’anima
e non è il corpo, è la persona.

Le azioni sono dei soggetti.
Ride, sogna, pensa, vuole… il soggetto, la persona. L’io non è la coscienza,
non siamo cartesiani, non siamo fantasmi. L’io non è la coscienza, ma il
soggetto di tale coscienza, sia che la eserciti, sia che si trovi in potenza di
esercitarla.

 

Abbiamo detto: natura e persona.
Poi il concetto di legge morale e naturale. Sono 5 capitoli, il 2 e il 3 sono
ottimi dal punto di vista filosofico. È un capolavoro. “Persona e atto” di K.
Wojtyla.

Non sono leggi fisiche, ma la
legge della persona è la partecipazione della legge divina negli uomini. Dio ha
fatto sì che l’uomo abbia anche una legge. Le persone hanno ricevuto una
ragione per essere guida a se stesse. Il contenuto della legge morale naturale
viene individuato dai beni: la vita in società, la famiglia… sono beni
naturali.

Ratzinger disse “Voi che siete
bravi teologi datevi da fare”. Possiamo trovare la grammatica comune per il
dialogo tra persone di diverse culture.

Noi impariamo a parlare senza
sapere la grammatica. Impariamo ad agire senza aver fatto etica. Se vogliamo
agire bene dobbiamo imparare la legge morale

“amore e responsabilità” la
persona è “oggetto” d’amore.

“lettera alle famiglie”: se la
generazione umana la chiamiamo procreazione perché non dipende solo da queste
due persone. L’anima umana è infusa da Dio nel momento del concepimento. È una
collaborazione nell’atto creativo di Dio.

 

Essere: L’uomo con una consapevolezza compromessa (ha perso la
coscienza di sé) è e rimane persona a pieno titolo.

L’agire: tutta l’etica entra nell’agire personale. Non solo l’etica
in senso stretto.

Il poter disporre di strumenti
che mi danno potere.

Tema del manifestare: ciò che siamo, essere amministratori della verità.
L’uomo può comunicare. Ci sono persone che non possono essere padrone dei
propri atti. Pensiamo a Eluana. Non possono esprimersi. Ci sono altre persone
che con mezzi tecnici che vogliono accedere alla coscienza di quelle persone
che non possono esprimersi naturalmente. Queste vogliono intervenire sulla vita
e sulla salute.

 

Strutture epistemologiche: un
medico non comincia a cantare un mantra per entrare nella coscienza dell’altro,
è un medico con una razionalità aperta, cioè si rende conto che non tutta la
realtà può essere compresa con mezzi empirici.

 

Non si può rimanere
all’esperienza, ma fare ontologia metafisica. I moralisti pensano che i
metafisici sono terroristi del pensiero. Quella non è metafisica, è un
passaggio fondativi dell’etica, non deduttivo. La metafisica può dare una
fondazione ultima anche dell’esperienza morale (la giustificazione della
norma). Le norme etiche si ricevono dalle tradizioni, cultura, religione.

 

Veritatis splendor: si augurava
un rapporto migliore con la metafisica.

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One Response to Chi è una persona?

  1. meg... says:

    molto interessante il discorso …a mio parere una persona …è una persona nel vero senso della parola, e colui prima ke ha rispetto di se stesso, poi rispetto x il prossimo cosa che oggi e in via di estinzione, quando un essere umano non ha educazione…sensibilità …e rispetta le regole che la nostra società ci impone …non e riconoscibile come essere di persona…… quando un essere umano fa delle cose atroci verso un altro essere vivente si dice è un animale … non accetto il paragone…non c\’è di più sbagliato perchè un animale non uccide x fesserie ho divertimento … caccia solo x la sua sopravvivenza …

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