Bioetica personalista

12.11.2009

Impostazione di bioetica.

La sua preoccupazione era di carattere ecologico. Basta
vedere i maestri ispiratori. Pensò a una nuova disciplina per impostare in modo
saggio la biologia. Già è importante. Nella parola bio nn intende la vita, con
ethics pensa ai valori umani presentati dalle scienze umanistiche.

Poi altri pionieri hanno fatto sì che la bioetica diventasse
una disciplina vera e propria nella università. L’impostazione è di un discorso
etico. Già in questo vediamo hellegers, fondatore del kennedy institute.

Edmund pellegrino, ha voluto dare un’impostazione
sull’ambito clinico. Poi beauchamp, critico.

Mons Elio Sgreccia.

Quali sono le istanze metodologiche x sviluppare una buona
bioetica la prima domanda: che cos’è la bioetica?

È interessante se ricordate, nell’iter di approvazione della
dichiarazione dell’unesco c’è stata una discussione dei delegati, chi diceva
che doveva essere incentrata sull’uomo, chi sulla biosfera, chi toglieva una
parola, chi metteva una virgola. Allora si è lavorato a una descrizione, era
difficile trovare un accordo. Alla fine si è deciso di indicare solo l’ambito
al quale si applica la dichiarazione.

 

General provisions

Art 1. il termine bioetica si riferisce allo studio
pluralistico interdisciplinare alla risoluzione dei problemi etici sollevati
dalla medicina, le scienze della vita e le scienze sociali, in quanto applicate
agli esseri umani, includendo la disponibilità e l’accessibilità delle
tecnologie.

 

Questa era la proposta. poi art 1.

Offre anche una guida per le decisioni delle comunità,
istituzioni pubbliche o private.

 

Io voglio analizzare la differenza tra la definizione e la
descrizione dell’ambito.

È interessante andare a vedere quella definizione che era
stata proposta dai 6 esperti. Oltre al fatto che la definizione sia sparita,
perché c’erano problemi nel modo di impostare la bioetica?

Vediamo qst 3 aggettivi. Si tratta di uno studio. Vi dice
qualcosa? Non solo un movimento di idee, azioni, comportamenti, ma attività di
ricerca studio, analisi. Nn è solo guidare saggiamente la biologia.

Sistematico: Ci vuole un metodo meth-odos = un cammino da
fare. Una strada da percorrere come una metodologia, altrimenti non stiamo
facendo bioetica in senso stretto.

Pluralistico: A che si riferisce? Al mondo delle idee e dei
valori. Ora pensiamo bene che dice una definizione che dice che è uno studio
pluralistico. Dice che se voglio fare bioetica devo fare io uno studio
pluralistico. Non dice che ci sono diverse idee, diverse ideologie. Ma quando
si definisce, dice che io devo essere pluralistico, non faccio una bioetica
bianca, tu nera, lui blu. Io la devo fare di tutti questi colori.

Non ci sono ancora i confini.

Allora qst è quello che è successo con questa parola. Se
dico ch la bioetica è uno studio… non entra nell’ambito di bioetica chi non fa
uno studio pluralistico. Deve considerare tutte le posizioni. Posso fare
bioetica prendendo una posizione e fare una mia proposta. non mi puoi dire che
nn fo bioetica perché non accolgo tutte le ideologie. Eliminava la possibilità
di prendere posizioni in bioetica. Sarebbe diventata solo un mescolare la varie
posizioni. Non è solo un aggettivo, c’è in pillola la definizione di qualcosa
di molto importante. Noi non potremmo dire che non siamo d’accordo con
l’aborto.

Non era l’unico elemento, ma è stato uno degli elementi.

 

Gli esseri umani virgola. Prendendo in considerazione le
loro dimensioni sociali, legali e ambientali. L’ambiente come bene per
l’umanità. C’è una sottolineatura molto forte della centralità dell’essere
umano. È stata rafforzata nel primo articolo, ma anche negli altri testi. C’è
sempre una sfumatura sull’importanza dell’essere umano, in rapporto a tutti i
viventi. C’era un articolo della bozza: tutte le specie viventi. Qualcuno dice:
se troviamo un tipo di germe che sia micidiale, se quello si diffonde finisce
la specie umana. Siamo tenuti a rispettarlo?

Effettivamente non è che ci impegniamo a rispettare tutte le
specie viventi. C’è stata una risata.

 

Era un po’ ridondante. Si voleva già sottolineare questo aspetto
che tutti i progressi medici devono essere condivisi. Questa definizione non
c’è più. In realtà è stata proposta, è interessante vedere che fu proposto.
Detto questo facciamo un passo avanti.

 

Definizione di bioetica proposta, ormai classiche.

Una è quella di Reich, membro del kennedy institute. Uno dei
primi studiosi di bioetica. Nel 78 ha prodotto la prima enciclopedia di
bioetica. Si è molto diffusa e ha avuto un grande influsso.

La bioetica è uno studio sistematico della condotta umana
nell’ambito delle scienze, in quanto tale condotta viene esaminata alla luce
dei valori e dei principi morali.

Si afferma che si tratta di uno studio sistematico.

Anche l’etica è lo studio della condotta umana. Anche
l’economia studia la condotta umana. Ancora nn ha definito.

Non tutte le possibili condotte, comportamenti umani basta.
Possiamo riferirci a tante altre scienze. “in quanto viene esaminata alla luce
dei valori e dei principi morali”.

 

In questo caso la distinzione classica tra oggetto materiale
e formale. Il concetto è semplice e importante. Formale: aspetto, angolazione
dalla quale quella disciplina studia quell’oggetto. materiale: oggetto della
disciplina.

 

In etica (impostazione classica sempre valida e utile) si
distingue tra atti umani e atti dell’uomo. Se c’è coscienza, volontà libera, è
un atto umano. Non sono moralmente responsabile di un atto compiuto dal mio
corpo, ma quando io non ero cosciente. Chiudo la porta perché non avvenga più.
Non è un atto espressione della mia libertà, quindi responsabilità morale.

Non è ancora definito l’oggetto materiale. Tutti i
comportamenti umani che riguardano la vita e la salute dell’essere umano e di
tutti gli altri esseri di cui ci sentiamo moralmente responsabili.

I PRINCIPI DELLE BIOETICA PERSONALISTA

 

Quella che proponeva Pellegrino era personalista. Ma quello
che più ha promosso questo modello è mons Elio Sgreccia. Ha creato uno dei
primi manuali di bioetica. Consideriamo che sia un’impostazione del tutto
valida e importante.

Piano piano è andato affermandosi qst modello. Ci sono molti
centri nel mondo che la seguono.

Abbiamo creato un gruppo, federazione internazionale di
centri di bioetica personalista. Adesso nel mondo siamo una 40ina FIVI. Qst
anno il ritrovo è a Gerusalemme.

Vediamo di mettere la persona al centro. Risponde alla
nostra semplice natura umana, al nostro essere umani. Per questo si affermerà.
Il rispetto dell’autonomia decisionale del paziente, non è solo perché c’è un
principio, è che risponde alla nostra umanità.

 

Vediamo i principi di Elio Sgreccia

  1. la centralità della persona umana.
    Il centro di ogni azione è sempre la persona umana. Questo centro in senso
    oggettivo. Quasi sempre i comportamenti o le condotte umane quasi sempre
    hanno a che fare con persone umane. Viene sterilizzata una persona umana,
    l’aborto lo fa una persona umana su una persona umana. Anche le azioni
    sull’ambiente indirettamente hanno a che fare con la persona umana. Ma è
    anche soggettivo: agiscono come persone, con atti coscienti e liberi, la
    sua razionalità e libertà perché la libertà come decisionale e non di
    movimento (come il cane, il gas libero), stiamo parlando di libero
    arbitrio. Il soggetto libero vuole liberamente qualcosa. È sempre un
    soggetto umano che decide, agisce, in quelle condotte umane che sono
    studio della bioetica.
    1. visione ontologica della persona:
      la riflessione sull’essere. Non interessa solo che fa, qnt siamo, come ci
      comportiamo, ma quale è il suo essere. Da una compressione ontologica
      traiamo una visione di valore (assiologico), quanto vale una persona
      umana, concludiamo come di deve comportare la persona umana e come ci
      dobbiamo comportare noi nei suoi confronti (etica). Definizione di
      Boezio. Che significa? Che uno è SOSTANZA e dunque non un mero accidente.
      Il bianco è un accidente che qualifica qualcosa, non esiste il bianco. La
      persona è. INDIVIDUA: fa parte della società ma ha un valore in sé
      stesso. NATURAE RATIONALIS: caratterizza la persona, la distingue da
      tutte le altre sostanze. Non sono persona solo quando compio atti
      personali, anche quando sotto anestesia sto senza sentire volere niente,
      sono persona. Io non so niente, i medici fanno quello che vogliono. È
      l’agire che segue l’essere e non viceversa. Il cane abbaia perché è cane,
      non è cane perché abbaia. Il cane anche quando non era capace di
      abbaiare, qnd perderà la capacità di abbaiare, è sempre un cane, perché è
      un esistente individuale di natura canina.
    2. agere sequitur esse. Prima
      dell’agire come persona, l’essere persona.
      Tutti siamo persone,
      anche un piccolo bambino che nn si può riprodurre per la sua natura.
      Anche qnd nn si è ancora formato il cervello, è un essere di quella
      natura, ha la capacità di diventare tutto ciò che può diventare un essere
      umano, fare tutto.
    3. dignità della persona. Le
      dignità politiche, il vescovo è una dignità… ma è estrinseca. Ma c’è una
      dignità intrinseca nell’essere stesso. Nasce dal fatto di essere una
      sostanza di natura razionale, perché c’è una dimensione non riducibile
      allo spazio e al tempo, allora non è materiale. Io scopro delle capacità
      che vanno al di là dello spazio e del tempo. Devo riconoscere e
      rispettare la dignità, non è concedibile perché c’è già. Non posso dare
      l’essere al bicchiere perché lo ha già. Questa dignità è assoluta, cioè
      sciolta da, slegata da. Non relativo, posto accanto a qcs. È a condizione
      che, nelle adeguate circostanze. La cosa è relativa. Ci sono realtà
      sciolte da. La condizione di salute, il fatto che sia cosciente…. Dipende
      solo dal fatto che sia un esistente di natura razionale. Non è Dio.

 

  1. unitotalità della persona:
    il rifiuto del dualismo della persona.
    1. no al dualismo spirito-corpo:
      Oggi è molto presente un certo tipo di dualismo. C’era ql di Platone che
      separava spirito e materia. Come il timoniere che guida la nave è lo
      spirito. Sono espressioni del dualismo. Tornano con Cartesio: res extensa
      e res cogita. Oggi c’è un dualismo strisciante, molto difficile da
      definire. Come Tony Blant, un ragazzo giovane che in un incidente è
      rimasto in stato vegetativo persitente. È stato chiesto che venisse fatto
      morire. Il giudice che ha permesso ha detto: Tony è morto tanti anni fa,
      oggi è solo un guscio vuoto. Respirava, digeriva, ma per il giudice era
      solo un guscio vuoto. Se io fossi stato lì avrei detto: lei è solo un
      guscio pieno. Siamo noi che nn sappiamo se c’è coscienza perché non
      sappiamo interagire. Se le do uno schiaffo non si deve arrabbiare tanto
      perché do uno schiaffo a un guscio, pieno di qualcosa, che non si sa. C’è
      una cosa molto drammatica, cioè se io sono un corpo che fa si che c’è il
      fenomeno della coscienza, io non esisto. Quello che vedete qui avanti non
      esiste, è un fenomeno biologico, con un cervello, neuroni, sinapsi,
      allora coscienza, ma sono solo collegamenti tra neuroni. Io credo di
      ricordare, ma credo che ricordo, sono solo connessioni. Ecco perché
      quando non ho più coscienza dicono che non esisto più. Solo la coscienza
      non esisto più. È un’illusione, voi credete di amare, odiare, pensare,
      ricordare, essere… sono solo connessioni tra cellule.Quella che conta è
      la vita biografica non la vita umana. Mentre l’embrione nn ha vita
      biografica, nn ha vita umana.
    2. concezione duale: unità totalità:
      qnd prendo il bicchiere e lo schiaccio. Sono molecole, cellule, muscoli.
      Nel muovere e sentire il tatto del mio corpo che tocca il bicchiere e lo
      stringe sto facendo l’esperienza di averlo schiacciato IO come
      intenzionalità soggettiva con le mie mani.

 

  1. la vita valore fondamentale:
    l’essere vivente è quello che è in qnt vive. Il bicchiere è stato
    schiacciato ma non è morto. Potevo uccidere la pianta, non sarebbe più
    perché è morta. Perché l’essere del vivente è la vita. Io sono me stesso
    in quanto vivo. Lasciamo perdere come viviamo. Sono questioni filosofiche.

 

  1. libertà responsabilità:
    importanza libertà, autonomia
    1. due facce della stassa medaglia.
      Se libertà è volere libero, l’altra faccia è la responsabilità. Non c’è
      libertà senza responsabilità, ma viceversa nn c’è mai libertà senza
      responsabilità. Non sono responsabile di ciò che sono stato costretto a
      fare, non ho avuto la libertà.
  2. principio di totalità:
    alcuni lo chiamano principio terapeutico. Le parti sono in funzione del
    tutto. La mano non ha una sua dignità, sono io che ho la mia dignità. I
    capisce la liceità dell’intervento medico che sacrificano una parte per il
    tutto. Ne parlò Pio XII. Per salvare la vita di una persona è accettabile
    amputare una gamba. Non si può sacrificare una persona per il bene della
    società. Non ti posso uccidere perché siamo già troppi in questa famiglia.
    Ontologicamente non sono riducibile a una parte della società. La mia vita
    ha un significato in se stessa.
  3. solidarietà e sussidiarietà:
    la distribuzione delle risorse (solidarietà) ma anche sussidiarietà (le
    istanze superiori sono sussidio, aiuto a quelle inferiori). Il sussidio stava
    nelle retroguardie, senza intervenire fin quando non è conveniente il suo
    intervento. Lo Stato deve aiutare dove è necessario quando è necessario.
    L’istanza inferiore è una famiglia, ospedale, gruppo umano. Tu stato
    lascia stare.
  4. principi della bioetica
    principialista:
    agire in modo giusto, promuovere il bene…. Non è
    che nn abbiamo trovato un principio, è che non si può trovare un
    fondamento e dunque non lo devi cercare, per non distorcere la realtà.

 

 

 

 

Non solo in senso negativo (nn si dovrebbe fare) anche
positivo (ci dovremmo impegnare di più).

Ha a che fare con questa percezione del bene e del male.
Percepiamo che ci sono azioni nella quali facciamo bene e altre in cui facciamo
male. Tante volte c’è una collisione. A me piace, ma c’è qcs dentro me che mi
dice: no, è male. Tipo, ho capito che ti piace ma non è tua moglie, è la tua
segretaria. Ecco la famosa coscienza. Conscire. Dal latino. Syn-eidos. Non si
sa bene l’origine di questa parola. Non la coscienza fattuale (di essere seduto
a parlare, la mia realtà mi è presente, in senso psicologico), ma per sapere
del bene e del male dei nostri atti e di quelli altrui.

La nostra percezione è che succede come se dentro di noi ci
fosse una voce che ci fa conoscere. Non è la nostra ragione. Sarebbe molto facile
la vita morale se fosse bene ciò che voglio, che mi conviene. La realtà non è
questa. Tante volte mi piacerebbe, ma c’è questa voce, come il grillo parlante
di pinocchio.

A un gruppo di bambini: che cos’è la coscienza? Un
campanello che suona quando passiamo una certa linea. Ti accompagna sempre, non
la possiamo lasciare mai, perché in fondo la coscienza sono io, è la mia
capacità di vedere il bene e il male. Non è un’istanza esterna a me, ma sono io
stesso.

Mi riflette la realtà, se c’è un bicchiere bianco, poi
negarlo, ma lo so. Perché non è la mia ragione, ma è la realtà, la mia capacità
di attingere alla realtà. C’è in me qcs che mi dice che è una cosa non
corrispondente alla mia umanità.

Coscienza: la mia coscienza mi dice fai quello che vuoi ma farai
male se fai quello.

 

Ero in Cile. Discutevamo se la pillola del giorno dopo è
abortiva o no. Alla fine mi ha detto che non esiste il bene e il male. È un
sistema campato in aria, crolla subito. La coscienza dice: in quel modo degradi
la tua umanità.

 

Lo stesso Reich nel 95 ha proposto un’altra definizione.

Lo studio sistematico delle dimensioni morali delle scelte
della vita e della cura della salute in un contesto interdisciplinare.

Lo studio sistematico rimane. Mette più in luce le
dimensioni morali. È strano che dice le dimensioni morali, inclusa la visione
morale.

Dal 78 al 95 ha ricevuto tante critiche, ha voluto adeguare.

Secondo alcuni la be non si deve fermare allo studio, ma
anche l’azione, la politica. È chiaro che ci sono azioni che possono seguire,
ma siamo già nell’ambito della biogiuridica, biopolitica. Non è più bioetica.

 

Dice delle scienze della vita e della salute… con l’impiego
di diverse metodologie etiche.

È come dire se non è di colore bianco non è un cavallo. No.

E se io voglio utilizzare una? Tu nn sei obbligato a usare
una certa metodologia. C’è un tentativo di mettere tutti d’accordo, tutti siamo
bioeticisti e tutti siamo fratelli. No, aspetta un attimo. J

Si richiede la interdisciplinarità.

 

C’era questo rapporto tra bioetica e biodiritto. La be è
interdisciplinare. Non ti piace l’interdisciplinarità, ma solo con la medicina,
o solo filosofia, o teologia. Allora fai medicina, filosofia o teologia.

Non è facile capire. Questo mettere insieme i rapporti tra
le diverse discipline deve essere indirizzato alla guida dei comportamenti.
Arriviamo a un giudizio, cioè io affermo che, sono convinto, che l’aborto sia
un atto moralmente inaccettabile, perché ecc….

E così arrivo a tanti giudizi. A volte devo stare attento ai
miei pregiudici. È una disciplina che ha a che fare con l’etica, che è una
scienza pratica pratica. Cioè pratica sul comportamento che deve portare anche
al comportamento, cioè pratica.

Possiamo anche sbagliare, c’è anche la coscienza erronea o
per ignoranza.

 

L’etica. Queste due materie dovrebbero entrare di pieno
diritto.

Diritto, intendiamo il diritto positivo. Hanno a che fare
con leggi, sentenze giudiziarie… di fatto i comportamenti che studia la be
vengono proibiti o consentiti dalle varie legislazioni, è bene interessarsi al
diritto.

Medicina, scienze della salute, psicologia, sociologia… es
riproduzione assistita, psicologia della donna che vuol abortire, la sindrome
post aborto, la psicologia di un malato che dice voglio morire. Volendo anche
la teologia, se vogliamo una bioetica illuminata anche dalla fede.

 

Triangolo metodologico. Etica, antropologia, scienza
(biologia, anatomia)

Riflessione etica, giudizio etico, diritto positivo che cmq
è collegato. Qst interdisciplinarità è molto affascinante. Non dobbiamo solo prendere
l’elemento che mi serve, ma tentare di capire la realtà sulla quale intendo
fare un discernimento.

Supponiamo voglia fare un’analisi sulla ru. Vo a vedere
l’embriologia. Se dice che è un cumulo di cellule, allora dico: e perché no?
Dovrei interessarmi a conoscere, riassumendo tanti studi, ciò di cui pretendo
di parlare. Non sono un embriologo, ma posso interagire con un embriologo.
Richiede un lavoro per quanto possibile in équipe.

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