PILLOLE CHE UCCIDONO (1) – Estroprogestinici & Co

Dai miei appunti sul libro
“PILLOLE CHE UCCIDONO – Quello che nessuno ti dice sulla contraccezione” di
Vittorio Baldini e Giorgio Maria Carbone

 

Questo libro dimostra l’azione
abortiva dei cosiddetti contraccettivi, analizzandone il funzionamento e
l’azione sull’organismo.

 

Pillola estro-progestinica
(detta anticoncezionale, contraccettiva)

Per ogni 100 donne che assumono
la pillola vengono eliminati circa 12 embrioni ogni anno. Per ogni donna
si ha in media un aborto ogni 8 anni di assunzione della pillola.

 

Minipillola: Più
leggera, prescritta alle donne in fase di allattamento.

Secondo alcune fonti l’ovulazione
è soppressa solo nel 50% dei cicli di assunzione. Secondo altri studi: 9 fughe
ovulatorie su 11; 17 su 43; 10 su 30. Possiamo stimare che ci siano 9
concepimenti ogni 100 cicli di assunzione. L’inefficacia della minipillola è
stimata intorno a 3 gravidanze ogni 100 donne/anno. Allora possiamo concludere
che in un anno in un gruppo di 100 donne che abbia assunto la minipillola si
verifichi una perdita di 104 embrioni concepiti.

Perciò la donna assumendo
regolarmente per un anno la minipillola, corre il rischio di provocare, a sua
insaputa, ma ponendone essa stessa le cause, un aborto all’anno.

 

Cerotto: una donna
sotto contraccezione perderebbe un embrione ogni 5 anni circa di impiego
dell’Evra.

 

Anello: mancano
studi sulla conta ovulatoria.

 

Norlevo, Levonelle:
pochi considerano che l’assunzione avviene in realtà il “giorno dopo” il
concepimento, dunque a embrione già formato. Per questo motivo agisce da vero e
proprio embrionicida.

Meccanismo di azione:

Il levonorgestrel (LNG) agisce
principalmente a livello della tuba e dell’endometrio mimando l’azione del
progesterone e, in misura minore, agisce anche sui meccanismi dell’ovulazione e
sulla cervice uterina.

a.     
Per quanto riguarda la cervice, induce la
produzione di un muco poco permeabile agli spermatozoi. Tuttavia ciò si rivela
inefficace, perché sarebbe stato necessario assumere la “pillola del giorno
dopo” prima del rapporto per poter ostacolare la risalita degli spermatozoi.

Già 90 secondi dopo il
rapporto viene riscontrata la presenza egli spermatozoi a livello della cervice
uterina e nelle tube dopo circa 5 minuti. Dopo un’ora si trovano
già nell’ampolla della tuba di Falloppio, dove si trova l’ovocita, così avviene
il concepimento.

Ipotizziamo 2 casi:

1.    
l’ovocita è gia stato espulso dall’ovaio
prima del rapporto o il giorno stesso. In questo caso sarebbe troppo tardi per
intervenire con un’azione di blocco ovulatorio.

2.    
l’ovocita deve ancora essere espulso
dall’ovaio. Allora sarebbe necessario bloccare l’ovulazione entro 72 ore
successive al rapporto, durante le quali gli spermatozoi potranno sopravvivere
nelle tube di Falloppio. Ma in queste condizioni di emergenza la pillola del
giorno dopo è in grado di arrestare l’ovulazione?

Somministrazione

Fase del ciclo in
cui è assunta

Blocco
dell’ovulazione

Estrogeni

Fase preovulatoria

0%

Pillola
estro-progestinica (metodo Yuzpe)

Fase preovulatoria

12° giorno

16%

24%-27%

23%

0%

Pillola del giorno
dopo (LNG)

Fase follicolare
precoce

Fase luteale

9°-15° giorno

11°-19° giorno

0%

0%

17,7%

23,5%

Al massimo la
blocca nel 23,5% dei casi se assunta tra l’11° e 19° giorno.

Ora, questi
dati smentiscono le proprietà antiovulatorie di emergenza della “pillola del
giorno dopo”. Perciò classificarla come contraccettivo è scientificamente
scorretto.

 

b.    
Azione a livello delle tube e
dell’endometrio.

La “pillola
del giorno dopo”, quindi, non è in grado di impedire l’incontro dei gameti
maschili con quello femminile e quindi non previene il concepimento.

LNG agisce
sulle tube di Falloppio: rallenta la motilità delle cellule epiteliali e così
impedisce all’embrione di poter raggiungere l’endometrio uterino.

Il LNG agirà
anche sull’endometrio, che assume un aspetto edematoso, le arteriose si
rarefanno e si verifica la decidualizzazione abortiva. Tutte queste condizioni
sono ostili all’annidamento dell’embrione e alla prosecuzione della gravidanza.

Dunque,
possiamo affermare con certezza che nel caso di un rapporto non contraccettato e
fecondo, scopo della “pillola del giorno dopo” è quello di eliminare il
concepito.

 

Incidenza di
gravidanza avvenuta nonostante assunzione di LNG:

Giorno di
somministrazione

Assunzione

% gravidanze

Yuzpe

LNG

2,0%

0,4%

Yuzpe

LNG

4,1%

1,2%

Yuzpe

LNG

4,7%

2,7%

L’efficacia
della “pillola del giorno dopo” dipende dalla sua capacità di eliminare
l’embrione. Lo scopo principale del Norlevo è garantire alla donna che ne fa
uso l’eliminazione dell’embrione.

Il 26 settembre 2000 LNG è stato
registrato nel prontuario farmaceutico italiano e i promotori della sua
commercializzazione hanno rifiutato di dichiararne la natura abortiva.

È necessario ricordare alcuni
concetti elementari, che fino a ieri sembravano scontati, ma che oggi sembrano
caduti nell’oblio o cancellati dall’antilingua:  ogni preparato capace riesercitare un effetto
direttamente occisivo in sede uterina è classificato in ambito medico come
abortivo.

Per legittimare la pacifica
commercializzazione del LNG classificandolo come “contraccettivo di emergenza”,
qualcuno ha mistificato il concetto di gravidanza: “Il Norlevo non solo NON
impedisce la fecondazione, ma impedisce l’attecchimento dell’OVULO nell’utero.
Però penso ci sia un errore nella definizione, questa pillola non è abortiva,
questa pillola semplicemente evita che si instauri una gravidanza, la previene”
(intervista al Ministro della Salute Umberto Veronesi in Corriere della Sera, 3
novembre 2000, 5).

Veronesi chiama “ovulo” il frutto
della fecondazione. È scientificamente scorretto, perché la fecondazione dà
origine all’embrione unicellulare, che cresce moltiplicando e differenziando le
sue cellule. Il fatto di chiamare l’embrione ovulo è un espediente linguistico
per camuffare la realtà: per non far percepire la VERITÀ sottostante all’uso di
LNG, si elimina lo scomodo “embrione” e lo si sostituisce col termine innocuo
di “ovulo”.

Secondo, Veronesi propone un
nuovo concetto di gravidanza: questa comincerebbe solo quando l’embrione
termina il suo processo di annidamento, cioè intorno al 14° giorno dalla
fecondazione.

Ora, l’annidamento è la
condizione indispensabile per lo sviluppo dell’embrione. Ma chi è il soggetto
dell’annidamento? Chi si annida? È un essere già costituito, è lo stesso
embrione – individuo.

È l’embrione la causa determinante
dell’impianto e non è l’effetto dell’impianto stesso. Perciò dire che la
gravidanza inizi solo al 14° giorno dalla fecondazione è falso.

Questi dell’embrione trasformato
in “ovulo” e di gravidanza “ritardata” sono 2 clamorosi esempi di antilingua diffusi
ampiamente dai potenti mezzi di informazione.

 

Effetti del LNG:

maggiore diffusione di malattie
sessualmente trasmesse, infertilità, gravidanze extrauterine, peritonite
pelvica, emorragie.

Non si conoscono gli effetti nel
lungo termine, perché è stata immessa sul mercato da poco e non c’è obbligo di
visita medica per le consumatrici.

Come controllare gli effetti a
lungo termine? Di questo dovrebbero rispondere i promotori della libera e
massiccia diffusione di questo strumento di morte che, così facendo, spacciano
per innocuo, senza considerare che il suo principio attivo è 15 volte superiore
a quello contenuto in una pillola “contraccettiva”.

La donna continua a fare da cavia
all’industri farmaceutica del contraccettivo-abortivo.

 

Efficacia:

95% entro 24
ore

85% tra 24 e
48 ore

58% tra 48 e
72 ore

 

Vendite:

300.000 – 350.000 confezioni nel
primo anno di commercializzazione al costo di 11 €. Possiamo immaginare i
giganteschi interessi economici in gioco.

Se 300.000 sono state le
confezioni assunte, possiamo calcolare che i probabili concepimenti siano stati
65.000, di questi 3.575 hanno proseguito in gravidanze, mentre i rimanenti
61.425 sono aborti chimici.

Questo numero va sommato a quello
degli aborti chirurgici che si è attestato sulla media di 120.000-130.000. Si
ha un totale di 180.000-190.000 aborti ogni anno. L’aborto dunque non è in
calo. Possiamo dire di aver raggiunto cifre sovrapponibili a quelle dei primi
anni di applicazione della 194/78 in Italia.

 

Una ricerca svedese su 315
studentesse ha rilevato in 5 anni un aumento della diffusione della “pillola
del giorno dopo” dal 22% al 52%, un aumento dei partner occasionali dal 5,4 al
7,4 annuo, un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili del 21%.

 

Una ricerca su 509 italiane tra i
18 e i 25 anni: almeno una su 3 ha fatto ricorso alla “pillola del giorno dopo”
per non più di 4 volte.

 

Spirale: contiene
progestinici, tra i quali il più usato è LNG. Induce effetti analoghi alla
pillola del giorno dopo. Essendo capace di provocare la morte di figli allo
stadio embrionale in sede uterina dimostra di essere uno strumento abortivo.

In 6 cicli su 23 è stato
riscontrato l’EPF (fattore precoce di gravidanza) che segnala la presenza di
embrioni viventi.

Usando la spirale l’ovulazione è
bloccata solo in minima parte. Dopo 6 anni di impiego solo il 23% delle donne
non presentava ovulazione. Dopo 7 anni il 50%. Quindi la stima delle perdite
embrionali è variabile perché la copertura ormonale diminuisce nel corso degli
anni. Con gli anni diminuisce la capacità anticoncezionale e aumenta quella
abortiva.

Le spirali al rame prive di
progestinici hanno un tasso di abortività ancora più alto.

 

Impianti sottocutanei:
il più usato è il Norplant, contiene 36 mg di LNG. 2 studi hanno accertato
l’effetto abortivo. Il primo ha riscontrato 3 ovulazioni su 11 cicli. Il
secondo ha dimostrato che 1/3 delle 50 donne hanno avuto ovulazione e ci sono
stati 2 concepimenti. Si ha crescita follicolare nel 46% dei casi.

Su 100 donne sono concepiti 44
embrioni all’anno
. Ogni donna abortisce un embrione ogni 2 anni e mezzo.

 

Contraccettivi e contragestativi
non hanno ridotto gli aborti chirurgici. L’aborto è visto come il normale
prolungamento della contraccezione.

Nel 2000 in Italia sono state
vendute 30.237.831 confezioni di pillole estro-progestiniche. Il numero
delle consumatrici si può stimare in 2.325.000 e quello delle gravidanze
indesiderate è circa 23.250
.

 

La contraccezione porta a un
aumento dei rapporti sessuali disordinati e promiscui. Poiché non esiste un
contraccettivo efficace al 100%, questo stile di vita potrà condurre in breve a
una gravidanza non desiderata, che nella maggior parte dei casi si risolverà in
un aborto. Quindi nella pratica contraccezione e aborto sono spesso
strettamente connessi.

Lo sono anche dal punto di vista
biologico, poiché i prodotti “contraccettivi” analizzati sono essi stessi
farmaci abortivi: impediscono l’annidamento dell’embrione o ne causano il
distacco
.

Il numero di aborti procurati in
un anno citato dalla relazione del Ministero della Salute non rispecchia la
realtà della dimensione del fenomeno. Alle cifre relative all’aborto chirurgico
dovrebbero essere sommate quelle corrispondenti all’aborto chimico.

Infine contraccezione e aborto
sono strettamente connessi poiché sono espressione della stessa mentalità.
All’origine delle 2 pratiche c’è una scelta contraria alla vita. Si tratta sempre
di considerare il figlio come un inconveniente o un incidente da evitare a
tutti i costi.

 

 

Indice di Pearl
(gravidanze ogni 100 donne in un anno di contraccezione)

Gravidanze
proseguite

Tasso di abortività
(gravidanze perse)

In natura

31-35,5%

Pillola estro-progestinica

0,5-1

1/13

92%

minipillola

3

3/104

97%

spirale

1,5-3

3/339

99%

Impianti sottocutanei

0,2-1

1/44

97%

RU486

80-95%

 

Contraccezione e aborto sono
presentati da numerosi gruppi di opinione come una “conquista di libertà” per
le donne o sono invocati come diritti civili. In realtà queste pratiche rendono
la donna vittima di un nuovo sistema maschilista.

Agiscono sulla corporeità
femminile paralizzando la sua fertilità. Sulla donna è addossata tutta la
responsabilità dell’uso corretto del metodo. In caso di fallimento del metodo
verrà colpevolizzata o talvolta costretta all’aborto.

La contraccezione e l’aborto sottraggono
alla donna il segno della potenza e del suo prestigio, la gravidanza e la
maternità, che sono “la sola vera potenza, che la donna possiede in modo
privilegiato, rispetto all’uomo”
(W. Pasini).

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