s. Gianna Beretta Molla


Gianna Beretta nasce nel 1922, decima di tredici bambini figli di Maria
e da Alberto Beretta (cinque dei quali morirono in età giovane).
Gianna è stata benedetta dall’avere una madre che accompagnava lei e i
suoi fratelli e sorelle giornalmente alla messa e alla comunione.
Ritornava poi in chiesa per i vespri nel pomeriggio e partecipava alla
sera al rosario con la sua famiglia in casa.
Nella sua gioventù Gianna è stata membro dell’Azione Cattolica, i cui fondamenti sono: "preghiera, azione e sacrificio".
Nel 1938 all’età di 15 anni Gianna partecipa ad un ritiro organizzato
sulla base degli esercizi spirituali di Sant’Ignazio, durante
questo ritiro Gianna ha scritto le note intitolate "Ricordi e preghiere
di Gianna Beretta. 16 17, 18 marzo 1938" in cui
scrive una preghiera a Nostro Signore per conoscere la sua santa
volontà e la grazia di una fede illuminata.
Durante i suoi anni all’ università a Milano ed a Pavia, Gianna assiste
alla messa quotidianamente, studia e prega il rosario la sera.
Dopo i momenti di studio trascorre momenti di meditazione in chiesa.


In una delle sue lettere, Gianna annota alcuni passi di un libro che ha
letto "Santifica il momento presente" e che la conforta e aiuta.
La persona che ha sempre bisogno di vedere, di toccare e di sentire non
è conquistata facilmente dalle parole.
Non è sufficiente il parlare bene, è necessario mostrare dagli esempi.
Dobbiamo essere testimoni viventi del grandezza e della bellezza del
cristianesimo.
Per rendere verità visibile nella propria persona, occorre offrire se
stessi come esempio significante e, se possibile, eroico.
Non essere impaurito di difendere Dio, la Chiesa, il Papa ed i
presbiteri.
È giusto il momento per l’azione.
Contro una campagna antireligiosa ed immorale uno non può essere
indifferente. Nell’azione cattolica, dobbiamo essere i primi per
difendere il fondamento salvifico e santo della tradizione cristiana
nel nostro paese.
Dobbiamo agire, dobbiamo partecipare in tutti i campi di azione
sociale, familiare e politica.
E lavorare, perché tutte le oscure e minacciose forze del male sono
unite.
È necessario che le forze del bene siano tutte unite e formino una
specie di diga, una barriera per dire: "Di qui non si passa."
Nella sua vita professionale, Gianna si sarebbe confrontata con ragazze
che desideravano abortire.
Il Dott. Gianna diceva chiaramente alle ragazze, che assolutamente si
opponeva ad aborto e che è un’offesa contro Dio.
Inoltre, nella sua vita come medico, Gianna ha annotato le varie
affermazioni sull’importanza e sul valore della missione del medico in
cinque pagine d’un blocco per prescrizioni e le ha intitolate "La
bellezza della nostra missione".
Nel 1954 durante un viaggio a Lourdes accompagnando un gruppo di
pazienti ammalati, Gianna chiede la guida di Nostra Signora del Buon
Consiglio sulla sua futura vocazione.
Al ritorno del viaggio conosce Pietro Molla, perché si era occupata
della sua sorella ritardata Teresina e
Gianna comprende che la sua vocazione è quella di madre e sposa ed
infatti
il loro matrimonio fu allietato dalla nascita di tre bambini e
nell’agosto 1961 si annunciava una quarta gravidanza.
Nel mese di settembre 1961 Gianna subisce un intervento chirurgico per
rimuovere un grosso tumore uterino che stava causandole dolore e stava
premendo sul bambino nel suo grembo.
Ha dichiato: "Sì, ho pregato così tanto in questi giorni. Con fede e
speranza mi sono affidata al Signore… Mi fido di Dio, sì; ma ora
dipende da me per svolgere il mio dovere di madre. Rinnovo al Signore
l’offerta della mia vita. Sono pronta a tutto per salvare il mio
bambino."
Il Venerdì Santo, 20 aprile 1962, Gianna è ricoverata all’ospedale di
Monza per il parto.
Soltanto alcuni giorni prima del parto ha detto a Pietro: "Se devi
decidere fra me ed il bambino, non avere esitazioni: scegli – e te lo
chiedo – il bambino."
Nell’ultima settimana della sua gravidanza ripeteva: "Quello che Dio
desidera."
La bambina, quarta figlia di Gianna e Pietro, nasce il 21 aprile con
taglio cesareo, una settimana dopo Gianna muore a causa di una
peritonite settica.
Il 23 settembre 1973 Paolo VI nell’Angelus dice di Gianna: "Una madre
della diocesi di Milano che, per dare la vita al suo bambino, ha
sacrificato con meditata immolazione la propria."
Nel 1977 una giovane donna protestante giovane era nell’ospedale in
Grajau, nel Brasile, morente subito dopo aver dato alla luce, un
bambino nato morto.
Una complicazione imprevedibile tuttavia molto seria aveva causato un
ascesso vaginale che non era operabile in quell’ospedale e che
richiedeva che la paziente fosse trasportata ad un ospedale
specializzato a San Luis
quasi a 600 chilometri di distanza. La donna giovane non sarebbe mai
sopravvissuta a quel viaggio.
Un’infermiera, la sorella cappuccina Bernardina du Manaus,
interessatasi alla situazione dolorosa della paziente e l’affida nella
preghiera a Gianna Beretta Molla affinché, per la sua intercessione, la
madre morente sia liberata dalla sua pena e sia evitato il drammatico
viaggio a San Luis.
Sorella Bernardina ha invitato altre due infermiere a unirsi alla
preghiera. Immediatamente, secondo la testimonianza della paziente, i
dolori non solo diminuirono, ma sparirono completamente.
L’11 aprile, 1978, il cardinale Giovanni Colombo e sedici vescovi della
Conferenza episcopale della Lombardia hanno chiesto a papa Giovanni
Paolo II l’introduzione della causa di beatificatione per la Serva di
Dio Gianna Beretta Molla.
Nella loro lettera postulatoria i vescovi implorano la glorificazione
di questa sposa e madre, descrivendola come "modello di verità per
questo mondo incline a fraintendere e confutare il diritto alla vita".
La beatificazione è stata proclamata il 24 aprile 1994. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

http://www.enrosadira.it/santi/g/giannaberettamolla.htm

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