Il Volontariato per la Vita

La metodologia di formazione dei volontari per la vita deve tener conto
della dimensione antropologica, scientifica e giuridico deontologica.
Non si può tralasciare nessuna di queste tre dimensioni.
Il diritto alla vita è il primo e fondamentale diritto. Permette a
tutti gli altri diritti di affermarsi. Come questo tavolo su cui
poggiano tanti oggetti. Il tavolo è come il diritto alla vita e gli
oggetti che poggiano sopra sono come gli altri diritti umani.
La difesa della vita è una scelta basata sull’amore. L’amore è un
orientamento che determina i rapporti. Non si tratta di imporre ai non
credenti un’ideologia, ma difendere un valore.
Urge un comune sforzo etico per una grande strategia a favore della
vita. Avendo compreso alcune delle dinamiche vi rendete conto come è
urgente questo messaggio. L’Evangelium vitae è una grande enciclica sul
senso della vita. Ci fa chiedere perché io dentro di me devo tendere a
una ricerca profonda della felicità; io sono attivo in questa
associazione perché è ciò che mi fa trovare la felicità. Dobbiamo aver
presente lo scopo ultimo: la ricerca della felicità. A volte ci sono
persone che si spendono per un proprio bisogno. Nel dare risposta a
quel bisogno io sono più vero, conosco meglio la mia umanità.

Abbiamo strutture, progetti in varie parti del mondo: Cuba, Brasile,
India, Albania. Poi abbiamo un messaggio profondo: se veramente
vogliamo costruire la pace, non possiamo lasciare da parte il discorso
sulla vita dal punto di vista ontologico. Perché ci stupiamo della
guerra e poi non facciamo nulla per quella donna che sta vivendo in sé
quella sofferenza.
Il Movimento Per la Vita ha assistito 750.000 donne e ha permesso a
110.000 bambini di nascere. C’è questa sproporzione perché molte donne
hanno scelto lo stesso di abortire, ma poi sono tornate al Cav perché
hanno trovato nel centro un luogo privilegiato di accoglienza.
C’è un grande problema che viene affrontato: la profilassi sulle donne sieropositive, che permette ai bambini di nascere sani.
Le culle per la vita hanno salvato dei bambini, 3-4 in Italia, a fronte
di 3000 bambini lasciati in luoghi pericolosi o nei cassonetti. Le
culle aiutano a creare una mentalità accogliente della vita.

Vita e pace: questo aspetto è fondamentale. Generalmente è percepita
una frattura tra chi difende la vita e chi la pace. Invece chi difende
la vita difende anche la pace, non può che essere per la pace.
Questa riduzione che si ha dell’uomo da soggetto a oggetto si
disinnesca con una grande passione per la vita. È una grande battaglia
per la verità sull’uomo.
Ognuno che difende quella vita difende la propria dignità.

Ho cominciato il volontariato per la vita verso i 16 anni. Chiesi come
si fa a diventare un volontario per la vita. Mi fu risposto: non
giudicare mai; vedi, quando alzi un dito per giudicare qualcuno hai le
altre quattro dita puntate contro te stesso.

Spesso uno è più affascinato dal Cav, o dalle case di accoglienza,
perché lì l’aiuto si tocca, ma anche formare le coscienze è importante,
è la vera e unica via.

Prima si cercava di dimostrare l’esistenza di Dio. Oggi bisogna
dimostrare l’esistenza dell’uomo. Ognuno di noi è nato con un grande
compito: amare ed essere amato. Tonia è una mamma che ha scelto la
vita, ha saputo di essere incinta e avere un tumore allo stesso tempo.
Non si è curata per dare alla luce il bambino. Una nuova società, un
nuovo femminismo si può costruire solo dal coraggio di queste donne.
Il bambino quando nasce ha paura perché si sente solo, perché non sente
più il battito del cuore materno. Questo bambino viene messo sul seno
della mamma e si calma, ritrova quel cuore che batte. È lo stesso
bisogno di amore che sentiamo anche noi.

Un’altra bugia che viene detta di solito è che siamo nemici della
scienza. Anche se la scienza desse tutte le risposte, non potrà
rispondere: perché si ama? Perché si è traditi in amore? A queste
domande possiamo rispondere in quella vicinanza. Permette all’altra di
sentirsi accolta nella sua imperscrutabile dignità. Altrimenti, se non
si sentirà accolta, tratterà il bambino come un oggetto, come se
stessa, da buttare.

Questa domanda ci permette di creare tante iniziative: Cantiamo la vita
(un concorso canoro), un concorso di scultura, pittura, decorazione,
corsi di sostegno per la depressione post parto e post aborto, per
qualificare meglio il nostro volontariato. Non possiamo trascurare
l’aggiornamento. Molti centri si sono attrezzati per sostenere i padri.
Ci sono ragazzi anche molto giovani disposti ad essere padri, ma devono
subire la scelta di aborto della loro compagna, moglie o fidanzata; e
questi sono ragazzi che soffrono tantissimo.

Conosco una ragazza che ha abortito, poi ha fatto un lungo percorso e
ha scelto di essere una volontaria per la vita, mi diceva: “dopo
l’aborto non mi sento più degna di essere amata”. Anche se il percorso
di recupero era completato, era rimasta questa sofferenza profonda.
La vita è una, piena, completa. Non si indossano maschere.

L’amore dentro di sé ha tutta la carica di vita, che vogliamo per noi e
desideriamo poi per l’altro. A Roma c’è il ponte Milvio, dove le coppie
attaccano i lucchetti e buttano la chiave nel fiume. È una cosa molto
bella, i giovani sfidano questa società, tutte queste cose mordi e
fuggi. I giovani dicono sempre: per sempre.
Le donne che vengono al nostro Cav spesso sono state ingannate, tradite. L’enorme dolore ha portato a uno sfascio.
È molto bella l’etimologia della parola desiderare, viene dal latino De-sidera = sete di stelle.
Il dono dell’amore, aiuto all’umanità sofferente. La dignità umana di
ogni mamma, ogni persona che aspetta da noi di essere svelata. Ogni
volontario per la vita non potrà mai togliere quel volto da tutte le
categorie. È questione di prospettiva.

Dopo i campi di sterminio c’era chi diceva: allora Dio non esiste. Non
crediamoci dov’è Dio, ma dov’è l’uomo. Allora capiamo l’atteggiamento
che dobbiamo avere noi stessi.

(dai miei appunti del terzo incontro del progetto formativo
“Volontariato per la Vita” presso la sede del Centro Servizi per il
Volontariato di Pescara, 18 ottobre 2009, relazione di LEO PERGAMO
sulla Dimensione Prenatale della Vita Umana)

This entry was posted in Organizzazioni. Bookmark the permalink.

2 Responses to Il Volontariato per la Vita

  1. Enrico says:

    Grazie per la costante, intelligente ed appassionata difesa della vita umana, in tutte le sue fasi!Tutto è importante. Anzitutto la preghiera e l\’impegno personali. Ma altrettanto importanti sono una solida formazione morale ed una buona preparazione in campo medico, scientifico, giuridico, etico-filosofico ed antropologico.Grazie di cuore per questa viva testimonianza!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s