Le mirabolanti imprese di Cappuccetto Rotto!

di Camillo Langone

Sono un uomo e conosco la plastica. Perciò sorrido quando su
Repubblica l’infettivologo Moroni definisce il preservativo “un metodo
sicuro”. Poveretto, non riesce a tenere il punto nemmeno per tre
secondi e già una riga dopo è obbligato a smentirsi: “Se usato bene,
dall’inizio alla fine di ogni rapporto ed evitando che si laceri.” Per
imparare a governare il cappuccetto ci vuole un po’ di tempo, quasi
quanto per imparare a governare l’amore e comunque, anche dopo anni di
pratica, in quei momenti è facile dimenticarsi tutto. Il maschio
smanioso giustamente si dice allupato e nessuno ha mai visto un lupo,
una bestia, preoccuparsi della profilassi. Il pene, antica saggezza,
non vuole pensieri. Se comincia a riflettere sulle conseguenze, sulla
possibilità di prendersi malattie o accollarsi figli, si
immalinconisce e si ammoscia.

L’amore fisico è per sua natura irresponsabile, “uno sregolamento di
tutti i sensi” per dirla con Rimbaud. L’insigne infettivologo Moroni
nella sua smentita sembra alludere alla favola, che tanto favola non
è, di Cappuccetto Rotto. Bisogna evitare che si laceri, certo, ma come
si fa non ce lo spiega, si vede che all’Università di Milano, dove
insegna, dopo tante ricerche non ne sono ancora venuti a capo. Per
capire come stanno davvero le cose mi sono andato a studiare non il
Catechismo della Chiesa Cattolica, non l’Osservatore Romano, non il
Messaggero di Sant’Antonio, che potrebbero veicolare pregiudizi
antiscientisti, bensì il materiale esplicativo fornito da Akuel, la
marca dei preservativi reperibili in ogni farmacia. L’espositore è su
tutti i banconi, non fate finta di non averlo mai visto. Uno dei
numerosi modelli si chiama Sicuro e basta il nome per gettare un’ombra
sull’affidabilità della gamma restante. Uno si chiama Nudo:
“Sottilissimi, impercettibili, per l’intimità più completa”. Uno si
chiama Nulla. Secondo l’infettivologo Moroni, secondo il presidente
della Commissione europea Barroso, secondo i nemici del Papa (Francia
o Spagna azzanna azzanna) che in questi giorni stanno abbaiando da
tutti i media si dovrebbe affidare un intero continente, l’Africa, a
Nulla. E adesso comincio a leggere, e a leggervi, le istruzioni per
l’uso presenti in ogni confezione. Prima però vorrei chiedere alle
persone molto sensibili di lasciar perdere, di passare ad altro
articolo: non vorrei disgustarle, l’argomento è quello che è.

“Aprire la bustina ed estrarre il preservativo con delicatezza,
facendo attenzione a non danneggiarlo con le unghie”. Sembra di capire
che prima di ogni incontro potenzialmente torrido sia indispensabile
fare un salto dalla manicure. Chissà se nei villaggi del Camerun
esiste questa figura professionale, nemmeno a Parma ne ho mai
conosciuta una, frequento negozi di barbiere in cui è già molto che ci
sia il barbiere, così le unghie me le taglio a casa da solo,
malissimo. “Stringere tra indice e pollice il piccolo serbatoio che si
trova all’estremità, in modo da farne uscire l’aria che potrebbe
causare rotture”. Pur essendo un maschio di lungo corso questa
operazione non riesco a capirla bene, ho comunque il sospetto che per
eseguirla alla perfezione ci vorrebbero almeno tre mani. “Assicurarsi
che rimanga dello spazio in punta per lo sperma”. E se lei prima di
cominciare ha voluto accostare le persiane, tu che fai, come ti
assicuri, usi gli occhiali a infrarossi? “Subito dopo l’eiaculazione,
estrarre il pene mentre ancora è eretto, tenendo stretto il bordo del
preservativo con due dita, per evitare che si sfili”. Molti sanno che
dopo l’esito anche la donna più feroce si percepisce romantica e
gradisce che l’uomo rimanga per qualche minuto dentro di lei. Nel caso
contrario, quello con rapida estrazione e fuga, si sente trattata come
una prostituta. Sentimento e sicurezza sono in questa fase più
incompatibili che in altre. Mi tocca dirlo: Akuel e il professor
Moroni (forse anche Barroso) caldeggiano tempi e modi che sono tipici
dei rapporti mercenari. Non è finita qui, le istruzioni sono fitte e
l’azienda produttrice non ci risparmia una lunga serie di avvertenze
finali, ognuna con la sua faccetta imbronciata piazzata a fianco. “Non
usare il preservativo dopo la data di scadenza indicata”. Il mondo è
pieno di signori con la patente scaduta, col libretto scaduto, con la
bolletta scaduta, chissà quanti di loro controllano periodicamente la
scadenza dei cappuccetti. “Non tenere i preservativi al caldo”. Ci
avevano raccontato che erano la soluzione ideale per l’Africa e invece
sono più efficaci in Groenlandia. “Non usare lubrificanti a base
oleosa (ad esempio vaselina, olio per bambini): possono danneggiare il
preservativo”. Non fatemi entrare in dettagli, vi prego, voglio
soltanto condividere con voi la mia impressione che questi oggettini
in lattice sembrano potersi danneggiare praticamente con tutto, forse
anche con lo sguardo. E ho saltato qualche faccetta imbronciata
altrimenti facevamo notte. Arrivato alla fine del papiello ritorno
all’introduzione, che avevo dimenticato di leggere. Qui nessuna
faccetta ma ulteriori mani avanti. “Benché nessun contraccettivo possa
garantire una sicurezza al 100 per cento…”. Siamo d’accordo, di sicuro
nella vita c’è solo la morte. “I preservativi sono intesi per uso
vaginale: l’uso al di fuori del rapporto vaginale può aumentare il
rischio che il preservativo si sfili o venga danneggiato”. Ci siamo
intesi benissimo, nonostante il linguaggio reticente, peccato che
l’Aids provenga in primo luogo da Sodoma. Chiunque sappia leggere
l’italiano e si rechi in farmacia può verificare, come ho fatto io,
che la Akuel conferma una per una le parole di Benedetto XVI: “I
preservativi non sono sicuri”. Affermazione sulla quale non ho mai
avuto il minimo dubbio perché io sono un uomo che conosce la plastica,
e perché il Papa è infallibile.

This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

6 Responses to Le mirabolanti imprese di Cappuccetto Rotto!

  1. Alberto says:

    Ci vorrebbe un minimo di serietà nel parlare di certi argomenti. Queste sono ridicolaggini.

  2. Elena says:

    su una cosa aveva ragione Darwin….

  3. Alberto says:

    Camillo Longone è discendente di una scimmia?

  4. Alberto says:

    Pardon, Langone.

  5. Elena says:

    sulla selezione naturale!!!

  6. Alberto says:

    Sai che scoperta…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s