LA BIOETICA NELLA FORMAZIONE UNIVERSITARIA – BATTAGLINI

LA
BIOETICA NELLA FORMAZIONE UNIVERSITARIA:

IMPLICAZIONI
PER LE SCIENZE AGRARIE E AMBIENTALI

PROF. L.
BATTAGLINI

 

Che cosa
si insegna all’università? hanno cominciato i medici, poi siamo arrivati noi.

L’università
di Torino ha alcuni insegnamenti di bioetica. sono corsi importanti perché
l’ambiente viene toccato. possono essere implicazioni di carattere etico. la
fac teol. TO in Bioetica: non siamo medici, veniamo da agraria, ma cerchiamo di
dare implicazioni bioetiche in chiave ambientale.

c’è il
libro di G. Forleo. alla fine si devia sempre verso la bioetica che mi piace
meno. anche questi libri non sono così efficaci.

il master
di bioetica dell’università di TO ha molto meno successo, è laico, nato come
riposta. non ci sono segnali di particolarre entusiasmo, hanno difficoltà a
reclutare i docenti.

esiste il
comitato di bioetica. sono diventatao rappresentante della fac di agraria. si
chiede se una ricerca può essere fatta. se ci sono approvazioni, vengono date
indicazioni correttive sul protocollo.

siamo un
comitato che si occupa di animali, sapete quanti topi si usano nelle
sperimentazioni. il comitato di bioetica è fatto da vari rappresentanti
psicologi, benessere degli animali, veterinari…

abbiamo
ogni mese 10-15 protocolli. anche le tesi di laurea vengono sottoposte al
comitato. c’è molto lavoro.

perché mi
occupo di bioetica? sono stato scelto come guida di una dottoranda di PA
trasferita a TO, diceva che non conosceva la fac di TO, mi piacerebbe fare
qualcosa, un tema che possa trovare implicazioni più ampie perché non studiamo
un progetto che cerca di trovare implicazioni di sostenibilità, etica
dell’ambiente, capacità di usare le risorse con rispetto.

ci sono
state varie conferenze dagli anni ’70 per la difesa dell’ambiente.

se
andiamo a vedere tra i primi celebri nomi che hanno trattato questo tema, c’è
la Brundtland. parla delle generazioni future

anche la
Chiesa parla della responsabilità.

par 48:
il tema dello sviluppo è legato al rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale,
che è opera mirabile del Creatore, bisogna farne un utilizzo sapiente, non
strumentale. (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa).

è
importante che ci siano le 3 sostenibilità: economica (le risorse sono gestite
in modo tale da garantire le stesse alle generazioni future); sociale e
ambientale.

Mi occupo
di valorizzazione dei prodotti locali. da un uomo che vive in un ambiente
sperduto, produce qualcosa che è buono, sta anche bene l’animale. se l’animale
è nella condizione giusta di alimentazione, darà prodotti migliori.

è vero
che si può aggiungere il riso con la vitamina A, ma non riusciremo ad
aggiungere le proteine. i cinesi non consumano proteine.

qualcuno
avrà visto la trasmissione Report. molte di queste vacche devono stare in
quelle stalle, consumano 25 kg di sostanza secca al giorno. dovrebbero
consumare 1 quintale al giorno, non ci riuscirebbe mai.

lo studio
di questi sistemi ci fanno capire come abbiamo modificato le risorse. ci sono
invece zone abbandonate che diventano boschi, selve, tornano lupi e cinghiali
che non fanno bene all’ambiente. ci vorranno decenni prima di arrivare al
bosco. non è come quello ben coltivato.

riconosciamo
quando un animale sta per diventare una macchina, stiamo sbagliando.

che siano
veramente prodotti salubri.

quale
sostenibilità? feed o food, (per è l’alimento per l’animale, food per l’uomo)

è
discutibile la qualità di Trentin grana rispetto a un vero prodotto di
montagna.

 

un
aspetto sempre discusso in comitato di bioetica. il topo, prima gli danno un
colpo, poi usano il gas. anche il modo di uccidere il topo deve contenere la
sofferenza. anche gli animali hanno esigenze. c’è una fase consumatoria, post
consumatoria, deve cercare il suo nido, ci devono essere le cure parentali.
ormai le vacche sono inseminate artificialmente.

gli
allevatori devono produrre, è importante la ricerca di un compromesso.

gli
animali sono usati in vari modi, le condizioni sono sempre da verificare, è un
discorso da bioingegneria, biotecnologia.

infine,
ultime parole dalla Caritas in Veritate, cap 5, par 51. ci sono 2 frasi: la
Chiesa ha una responsabilità per il creato, deve difendere soprattutto l’uomo,
è necessario che ci sia un’ecologia dell’uomo.

se si
rende artificiale la nascita dell’uomo, si sacrificano embrioni, si perde il
concetto di ecologia ambientale.

 

DOMANDE:

 

Mimmo da
Cerignola. abbiamo parlato di sfruttamento di terra. prima vivevamo sempre in
campagna, dice il nonno, si producevano 50 q a ettaro, adesso se non produciamo
400 q per ettaro, non ce la facciamo. sono aumentate le giornate degli operai,
gli insetticidi, fertilizzanti e sono diminuiti i prezzi. che ne pensa lei del
biologico?

 

B: in
Valle d’Aosta ci sono i produttori di Fontina. una volta si faceva d’estate, in
alpeggio, ora tutto l’anno. dire fontina biologica, che cambia? mangiano un kg
di cereali biologico, ma su 15 kg complessivi. al produttore biologico nn usa
più 1 kg, ma 2-3 kg. c’è trasformazione progressiva a un animale che mangia
foraggio. anche per quei pochi centesimi qualcuno è disposto a cambiare la
fisiologia dell’animale. le nuove leggi impongono queste norme. il biologico va
bene ma a volte è un modo per vendere più prodotto e non ce ne accorgiamo.

 

Francesco
di PO: volevo fare un parallelo col testamento biologico. la vita umana è una
ricchezza per tutta l’umanità. Può fare anche un accenno all’ogm.

 

B: Ho
accennato alla biodiversità. ci son tante razze a rischio di estinzione,
possono durare 20 anni le vacche, fanno ancora vitelli. gli allevatori stanno
attenti a non sacrificarli.

partecipo
a un progetto di ricerca. il consumatore deve essere informato.

giustificare
l’ogm, il riso arricchito, dice va bè, ci mettiamo la coscienza a posto,
l’azienda che lo ha brevettato otterrà molti introiti, imporrà fertilizzanti…

 

Rita da
Termoli: il Governo italiano ha fatto molte leggi sulla difesa degli animali,
ci sono molti costi per il mantenimento e lo smaltimento degli animali.
Parliamo alche dell’uomo.

 

B: La
natura ha la capacità di recuperare in più situazioni. I media hanno bisogno di
notizie che costituiscono uno scoop, enfatizzando tutto. Per la questione
ambientale, i calcoli sono  molto
controversi, non precisi. Agli studenti faccio vedere che le emissioni di CO2 di
tutto il pianeta sono irrilevanti rispetto alle emissioni degli agricoltori.
Quindi cosa ci rispondono i Media su queste emissioni è fasullo. Poi se si
abbandona un cane tutti a pregare e a chiedere

di dargli
asilo, ma quando si parla di Eluana tutti parlano ma solo semmai per avere un
posto da Bruno Vespa. A me mi hanno insegnato che un buon allevatore è un
allevatore buono, cioè se si vuole un buon prodotto bisogna anche rispettare un
animale, saperlo conoscere, non facendolo divenire una macchina.

 

 

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