LA FAMIGLIA: LA CULLA E LA CURA DELL’UOMO

CARLO CASINI

Dobbiamo rispondere alle teorie gradualiste su qnd nasce la vita. qnd abbiamo cominciato ad essere. io ci sono perché i miei genitori si sono voluti bene, si sono abbracciati, si sono stretti… comincia in qst singolarissimo modo. comincia qst ricerca, ma allora l’uomo è qst creazione, ognuno esprie qst essere, se così è, io sono il fine dell’universo. la pienezza dell’essere comincia con ciascuno di noi.
quindi la creazione non è avvenuta 15 mld di anni fa, ma avviene ogni volta che un nuovo essere umano comincia a vivere.
perché il succedersi delle generazioni? della storia?
per una malattia indomabile, non ci sarebbero più figli. i figli sono garanzia che ci sia un senso della storia.
tutto comincia in qst modo strano, con un abbraccio. ognuno di noi è nato grazie a un abbraccio che è continuato per 9 mesi.

vi ricordate Leopardi? "la vita è male", a cui risponde il salmista: "di onore e di gloria ci hai coronato". la mia vita è cominciata con un abbraccio che è continuato per 9 mesi. capita di leggere sui muri della città: Nina ti amerò per sempre. si osa ancora dire Sempre. nonostante separazioni, aborti, 1,2 figli per coppia… ma anche oggi non è possibile dire Ti amo senza dire Sempre. è connaturato a questo Ti amo.
tutto il mondo è dominato
dalla regola economica, dal bilancio. devo calcolare qnt tempo ci vuole a studiare per un esame, nessuno fa nulla per nulla, in tutti i paesi. e non ci se ne accorge nemmeno. ci sono cadute, tradimenti, ma nel cuore c’è scritto Sempre e c’è scritto Dono.
Qst Vangelo mi fa ipotizzare che il senso della nostra vita non sia il male, ma sia l’AMORE. Nasco da un abbraccio.
si capisce perché le profezie di morte non si sono avverate. la famiglia non è morta. ci sono case famiglia. la famiglia è culla della vita. l’uomo trova la sua risposta in qst vangelo naturale che è la famiglia.
Dio crea amore, ha creato l’uomo per amore, l’amore è vocazione di ogni essere umano, la famiglia è il luogo dato da Dio all’uomo per fare qst esperienza. la stessa verginità consacrata prende senso da qst verità. Dice Giovanni Paolo II. Mi è venuto da dire qst cose già dette in altre occasioni, ma è bene ripetere.
se togli la famiglia, crolla la società, direi che crolla l’uomo.

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PROF. G. GIACOBBE

il diritto rappresenta una modalità operativa per attuale ghli ideali in cui si crede. proseguendo in qst immagine data da Carlo Casini, proviamo a valutare un altro aspetto della realtà destritta. quali sono gli effetti che qst realtà realizza nel nostro tempo. il problema diventa più complicato, meno elevato, perché più empirico. Casini ha richiamato una nozione giuridica: la famiglia è il fondamento della società civile. Se cade la famiglia cade anche lo Stato.
devo dire che ci troviamo in una situazione privilegiata perché il rapporto tra valori dell’etica e del diritto è facilitato dal nostro ordinamento e Costituzione. la nostra Costituzione in quel compromesso realizzato dai costituenti, è una costituzione che ha recepio quei valori della cultura, tradizione cristiana che sono fondamento della nostra società civile.
il fondamento che la famiglia rappresenta è descritto in maniera univoca nella nostra costituzione, laddove il costituente ha riconosciuto i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
la prima delle formazioni sociali in cui si svolge la personalità di un individuo è la famiglia. il nodo che caratterizza la scelta del costituente sta nel fatto che si è voluto dare una definizione della famiglia. non ogni formazione sociale costituisce una famiglia, ma solo quella che ha nel matrimonio il suo fondamento.
mi pare di dover sottolineare che il concepimento di un essere vivente è un momento che partecipa alla creazione nella quale non possiamo non essere coinvolti. la definizione di famiglia non è casuale,  rappresenta la concezione cristiana per una felice scelta, che ha ttrovato il consenso anche tra forze politiche che non avevano la stessa cultura: Aldo Moro e Nilde Iotti.
Questa scelta non si è limitata solo a riaffermare una definizione di famiglia universalmente definito come finalizzato alla creazione di un vincolo tra genitori e figli, ma anche nell’art. 30. anche sul piano dell’affermazione dei valori, si pone il rapporto tra genitori e figli: diritto dei genitori di istruire, educare e mantenere i figli. primasi parlava di dovere, invece emerge la categoria dei diritto. nella realizzazione della procreazione diventiamo partecipi della creazione della provvidenza.
c’è il diritto alla realizzazione del prgetto educativo.
una prima conseguenza è quella dell’identificazione della famiglia in via esclusiva quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aggregazioni diverse non possono assurgere al ruolo della famiglia. il rapporto diritto dovere tra genitori e figli è un valore costituzionale, ci rimanda alla partecipazione alla creazione.
un altro effetto è la riaffermazione dell’obbligo dello Stato di rendere effettiva la tutela dei diritti inviolabili della famiglia fondata sul matrimonio, al momemto realizzativo dell’obbligo e dei diritti nei confronti della procreazione. art.30, il diritto di educare i figli, non solo istruirli. Istruirli si intende conoscenze tecniche, educare vuol dire trasmettere valori.
vorrei sottolineare un ultimo punto, il concetto della donazione, il donare è proprio della famiglia, la realizzazione massima della famiglia. è uno dei punti importanti dell’ultima enciclica, è elemento fondante di tutti i rapporti umani, quindi anche della famiglia.
Chiudo ricordando un aspetto da tener presente: ricollegare i valori giuridici a quelli universali. il collegamento tra diritti e valori è essenziale. il diritto è un insieme di valori. la Bonino ci accusa di voler tradurre il peccato in reato. ma tutti i codici hanno fatto questo nella storia. l’omicidio era già uno dei 10 comandamenti. è un paradosso. ciò non significa che lo stato deve essere confessionale.
Luigi Sturzo è stato uno dei fautori del pensiero laico. il primo fautore della laicità è stato Gesù quando ha detto: date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
il positivismo giuridico completamente slegato dall’etica ha portato al naziosmo, alla shoah.

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DOTT. TAVOLTA

Si tratta di patologie specifiche, hanno un impatto così vasto nella nostra popolazione, che sconvolgono la vita dell’intero nucleo familiare. si tratta di ictus, più comune, o quelle degenerative, come gravi celebrolesioni acquisite, che sono accompagnate da una perdita di indipendenza in tutti i substrati da tutti i punti di vita. comportano scarsissima qualità di vita. non riconoscono terapie specifiche, solo riabilitazione. un trattamento simile presuppone che intervenga un team multidisciplinare, non può intervenire il singolo medico. la cosa importante per chi opera in ambito sanitario è che al centro del paziente c’è la famiglia, che ha un ruolo importantissimo, relazionandosi con i vari operatori del team per anticipare le varie fasi che possono presentarsi nel corso della malattia e non arrivarre spiazzati, non trovarsi davanti a ventilazione artificiale o alimentazione con sondini e peg.
dall’inizio il paziente e i familiari che lo assistono possono essere informati su che si può prospettare col passare del tempo. spesso si pensa a disabilità motorio. no, bisogna agire sui vari versanti della patologia neurologica. bisogna gire con varie figure mediche, psicologi, per garantire un reinserimento scolare, lavorativo, sociale, supportando l’intero nucleo familiare. queste patologie interessano la famiglia, gravata da un carico oggettivo e soggettivo che può trascendere in forme di ansia e depresione.
è quello che facciamo tutti i giorni. addestrare il nucleo famigliare nella fase del ricovero, controlli, assistenza domiciliare, con un’attività di volontariato, con un team che va a casa e garantisce un supporto alla famiglia. è importante sostenere la famiglia. tutti i problemi sorgono per carenza di informazione.
primo, il percorso riabilitativo o le cure palliative non può prescindere dalla famiglia come nucleo, perché i pazienza col supporto della famiglia riescono a mantenere una buona qualità di vita fino alla fase terminale e anche la famiglia assistita può mantenere una discreta qualità di vita.
Concludo facendo un cenno al ruolo che riveste il supporto alle famiglie, perché spesso il confronto con associazioni può supportare il processo, che non può provvedere una cura, ma un buona qualità della vita e talvolta della morte.

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2 Responses to LA FAMIGLIA: LA CULLA E LA CURA DELL’UOMO

  1. Alberto says:

    Fortuna che c\’è il Prof Giacobbe ad insegnare quali sono i requisiti a cui si deve rispondere per essere famiglia. C\’è sempre il bisogno del parere di questi "autorevoli" esperti…

  2. Elena says:

    complimenti se sei riuscito a capirci qualcosa dai miei appunti. Neanche io ci capisco niente. Li ho messi qui solo perché non avevo un altro programma di scrittura che funzionasse!

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