L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO A SERVIZIO DELLA VITA – DIEGOLI

L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO A SERVIZIO DELLA VITA
PROF.SSA A. DIEGOLI

Ci sono abilità che entrano nella routine, diventano automatismo. Nella vita ci sono molte distrazioni per cui è meglio una disposizione pratica ben allenata. posso star bene a fare un lavoro di scrivania, ma non attività della vita.
esempio: un’atleta maratoneta traballa, ha scordato di qnt sia importante il controllo termico, doveva sapere come fare, le sue routine non l’hanno salvta per utlizzare la sua mente per arrivare al traguardo. non basta applicare le disposizioni della mente, a volte mancano quando ci servono.
il film Juno: ragazzina che rimane incinta giovanissima, sceglie di tenerlo e darlo in adozione. i giovani di questa parocchia hanno fatto questo cammino, ne hanno parlato dopo. Una ragazzina tra loro rimane incinta. la prima cosa che dicono è: deve abortire. perchè queste dinamiche? i media martellano. non siamo in grado di dare una risposta per la vita. è accaduto nella mia parrocchia 10 giorni fa. fortunatamente non era incinta. forse non vi diamo gli strumenti per usare le informazioni nel momento del bisogno. è possibile che usciamo di qua dicendo, siamo in grado di trovare una soluzione per chi troviamo in rete e ci chiede aiuto. se sappiamo le disposizioni della nostra mente, è più facile trovare le risposte.
l’apprendimento cooperativo è una ricerca fatta in America, arrivata in Italia, in alcune università si studia e ricerca.
la mia prima figlia ha 26 anni, feci l’ecografia, vidi qcs che 10 anni prima non si vedeva. oggi sappiamo qcs che prima non si sapeva. andiamo verso la scoperta di un disegno della nostra vita, non fatto a caso, matematico, ha delle leggi sotto, anche emozionale, intellettivo, non solo biologico.

Apprendimento cooperativo: allenare la responsabilità individuale.
Gli ambiti mentale per attivare comportamenti sono individuati in 16 comportamenti educabili:
– persistere, quello che state facendo adesso. credo sia un caso più unico che raro trovarre ragazzi che fanno 5 ore di formazione col mare lì;
– ascoltare: beati quelli che pensano prima di agire e pregano prima di pensare. l’ascolto è un atto di amore, l’amore ci induce ad ascoltare con attenzione;
– pensare in maniera flessibile
– pensare sul pensare: aver consapevolezza di che sto facendo. il problema di Nash è che qst abilità si scinde come se fossero 2 abilità diverse.
– fare domande, porre problemi, è il modo più veloce per apprendere. anche tra genitori e figli. la lezioni vale la metà se non chiedo a loro domande e chiedo di trovare le risposte, come si attiva la mia testa per trovare soluzioni.
– pensare e comunicare con chiarezza e precisione
– raccogliere le informazioni atttraverso tutti i sensi. c’è un modo di stare deglli adulti e dei ragazzi. devo attivare tutti i sensi per capire quello che mi sta davanti
– rispondere con meraviglia e stupore. l’esperinza più straordinaria è quella del mistero. nessuno più dire di non averla fatta.
– creare, immaginare, innovare: io vedo le cose come non soono mai state e mi chiedo: perché no?
– assumere rischi responsabili: solo chi si inoltra vede dove può arrivare
– provare un senso di umorismo: possiamo fallire ma mi sto divertente
– pensare in modo interdipendente: noi stiamo facendo qst, scambiare cose
– aprire la mente

Attività: skimming e brain-storming.

1. skimming: in 10 minuti, bisogna dividersi in coppie. in 5 min bisogna farsi un’idea del testo. uno legge la prima pagina, uno la seconda. poi ci si dice l’idea di fondo. in 10 min ho studiato 2 pagine. il concetto detto dall’amico mi permette di conoscere di più, capire il nucleo di quella pagina.
2. creare una mappa di brainstorming. c’è un’assemblea di istituto o classe sul fine vita, che dite? non finite più se leggete leggete… il MPV lavora al servizio di chi deve andare a operare. Carlo Casini ha scritto domande e risposte sul fine vita. ognuno di voi sceglie una o 2 domande e le prova a condividere con gli altri.
è più veloce, perché la risposta è motivata. leggere è più freddo, anche se schematico, preciso, ma fa fatica a passare. Ho fatto qst esperienza con ragazzi di 16 anni e sono emerse cose che nel manifesto non c’erano e le risposte le hanno tirate fuore loro dalla loro esperienza di vita.
scaduto il tempo. sareste in grado di spiegare qcs di ql che avete letto? chi ha ascoltato ha capito? ha tratto beneficio? sì, questo è l’importante.
da questo parte hanno fatto uno skimming, hanno letto 2 documenti come se dosse uno e hano cominciato a parlarne. sono emerse delle cose molto importanti. i ragazzi hanno cominciato a discutere, sono entrati nella profondità del loro modo di apprendere.
ho chiesto di buttare giù una struttura di queste domande di brainstorming. Quando c’è il gruppo che lavora sui documenti si struttura quello che si è letto insieme. Stanno ancora discutendo di quello che hanno letto, vuol dire che era interessante.

Un giovane di 18 anni agli inizi del secolo scorso decide di cercar se stesso, prende un sacco, sale u una montagna, trova un pastore, il pastore lo ospita, duurante la notte il ragazzo guarda le stelle. la mattina il pastore prende un sacco di iuta pieno, lo mette dentro l’abbeveratoio delle sue pecore, lo riprende bagnato. il ragazzo curioso lo segue. arriva in cima alla montagna brulla, una desolazione assoluta. fa un boco, raccoglie un seme e lo semina. il ragazzo chiede. che fai? il pastore: semino querce. ho trovato lo scopo della mia vita. questo crea boschi di faggio, castagno, dove devono essere così li fa. dopo la guerra il ragazzo torna e trova una foresta, i casolari sono abitati, l’acqua è tornata a scorrere nei ruscelli. il governo si è accorto di qst foreste. sancisce la nascita di una foresta. nel mondo devastato a voi è chiesto di essere semi, ma anche seminatori, perché un nuovo bosco possa nascere.

TESTIMONIANZA DI MISSIONE DI SPERANZA E CARITA’
B. CONTE

Leo: Abbiamo la possibilità di avere con noi Biagio Conte & Company. ci spiegheranno quanto amore è stato seminato in questi anni della Missione Speranza e Carità.

Pace e speranza a voi tutti, in particolare ai più piccoli, ai giovani, anziani, e tutta la società, vedo molti giovani e famiglie. il saluto di pace e speranza è rivlto a tutti. Fin da giovane ho sempre ddesiderato un mondo migliore, di pace, uguaglianza e fratellanza. anche se sono stato rresponsabile di una vita attaccata al materialismo, al consumismo. da giovane ho fatto poco per il prossimo. amavo divertirmi. la mattina aprivo l’armadio e dicevo: che cosa mi metto? per comprare altrre cose. ero sempre attaccato alle cose materiali. la mamma mi preparava da mangiare tante cose con amore e io non le volevo mangiare.
è qui che ho cominciato a chiedermi, che sto facendo? vivevo in un contesto di egoismo, indifferenza. con gli amici, seguivamo la moda, oggi si chiama look. pensavo che la moda mi desse la risposta. io sono nato a Palermo, una metropoli, sono cresciuto in questo caos, ma qcs mi faceva vedere l’abbandono di tante persone sotto il porticato della stazione, bambini giocare senza scarpe o con le scarpe bucate. la coscienza mi chiedeva: ma io che cosa sto facendo per chi è in difficoltà? a Natale diventavo buono, attento, facendo il dono col conto corrente a distanza. poi a Pasqua se c’era tempo. e durante l’anno, c’era la persona che lavava i vetri, davo qualcosa, poi all’incrocio successivo no.
mi è mancato fare qualcosa per gli altri, tanto che la coscienza mi chiedeva: che stai facendo per la società? non ero partecipe, non facevo parte di quel cuore che ognuno ha per amare. ho vissuto fino a 25 anni così, ma qcs ha voluto fermare qst farre progetti, pensando di avere il mondo tra le mani. uscivo solo per comprare libri, perché cominciatìvo a cercare quella verità che non avevo trovato. ho visto molta falsità, ipocrisia negli amici, al momento della difficoltà non mi hanno cercato, tranne qualche momento di pietosismo. allarmarono i  miei genitori: curatelo, avrà la ddepressione. io rispondevo. curate questa società e anche io starò bene. in questo periodo di ricerca ho scritto. ero preso dalla scienza, psicologia. non dico solo che mi ha deluso, devo tanto alla filosofia e scienza, ma mi mancava quel Dio che avevo trascurato, messo da parte. preferivo la domenica divertirmi che andare a messa. Questo mi mancava, mi sono trovata un vuoto, avevo perso il sorriso, ho trovato una tristezza dentro di me, come una persona che non ha più fiducia, forza di andare avanti. ma una mattina mi giro, come se mi sento osservato, era il crocifisso. c’era sempre stato, in quel crocifisso mi accorgo di un uomo che ha dato la vita per noi.
in qst società chi si dona, e rispetto, attenzione. infatti la mia vita cambia, quel giorno. scopri quel tesoro che cerchi da tempo, ma non quel tesoro materiale, ma trovi un amico e un fratello. era sempre accanto e non mi rivolgevo mai a lui, perché ero pieno di orgoglio, convinto di avere il mondo nelle mani. mi ero fatto ateo, ma ero più triste, mi mancava Dio.
andai via di casa a 26 anni, il 5 maggio ’90. ho vissuto all’interno della Sicilia, come eremita. Oggi è più facile dare il giudizio, subito giudichiamo. Il Signore mi ha fatto vivere quello che giudicavo. mangiavo 4-5 volte al giorno. lì ho trovato la libertà, che mi saziava, mi riempiva il cuore, la mente, ero sereno, tranquillo, quello che non avevo quando avevo tutto, ma non aprivo il cuore. Arrivai fino ad Assisi da S. Francesco. sono un folle di S. Francesco, un giovane che lascia tutto. quella società come questa società. Mi ricordo Madre Teresa, mi ha lasciato un segno profondo, quello che ha donato tocca il cuore di tutti.
ho vissuto l’esperienza di Giovanni Paolo II, negli ultimi anni. Sono uno dei giovani di quel periodo, ci sono stati momenti profondi. ho vissuti anche momenti caldi, dove avevano prevalso le ingiustizi, hanno sparato pure al papa.
Lui è il filosofo della missione, in crescita, ci accontentiamo.   ;P Faceva ciclismo, ma ha vissuto anche la mancanza della casa, del lavoro. sa tutte le tappe e le date dal primo giorno del ciclismo… è imprevedibile, ogni giorno una cosa nuova :D   Fortunato è il re della cipolla e dell’aglio, se manca lui neanche il cuoco può cucinare. Lui fa piangere le cipolle. Non riesce a piangere, anche 3-4 sacchi di cipolle…
però come Afra, Sr. Alessandra, Kofi, ognuno ha un suo compito nella comunità.
Sento una vita nuova, rinascere in me la speranza. pensavo di andar via dall’Italia che mi aveva deluso, invece il Signore mi riporta nuovamente in Sicilia. Non vado nella casa, ma alla stazione, per aiiutare quelli che la società chiama barboni, alcolisti, drogati. sento nel cuore di avvicinarmi a loro. ho chiesto loro se avete bisogno sono qui. arrivavo organizzato con coperte, termos di latte e tè caldo. 2 anni sotto i portici della stazione. ogni volte che chiedevo una struttura, c’erano problemi. mi piazzavo dietro i cancelli, chiedevo firme, come segni. Non mi sono arreso, questo spazio dobbiamo darlo a loro, me lo chiedevano: facci trovare una casa dove ricominciare a vivere.
All’apertura della casa femminile si è aggiunta anche Sr. Lucia. Abbiamo Don Pino, uno spirito missionario. tante scuole sono vicine alla Missione. Noi viviamo di provvidenza. si svolgono attività nella comunità: educazione al lavoro, stimolo, dare dignità.
nell’ex caserma aeronautica ci sono i malati, dormitori, ambulatori. era chiusa da 40 anni. chi crede e non crede, viviamo tutti insieme, ognuno rimanendo nella sua razionalità, nella sua religione, ma tutti ci chiamiamo fratelli e sorelle.
Chi salva un vita, salva il mondo intero. ogni settimana c’è un gruppo scout che ci aiuta, ci viene in sostegno. le parrocchie vengono a visitare la Missione. Fratello Giovanni stava per partire per l’Africa con i Dehoniani, invece è rimasto con noi. nessuno viene obbligato alla preghiera. Chiunque vuole, può partecipare.
Sono più di 850 accolti nelle 3 comunità. C’è emergenza, dormono anche nel campo sportivo, dove abbiamo messo tende accampate. Anche in Italia abbiamo un riferimento al campo profughi, perché non entrano più nelle stanze dei dormitori. Sr. Alessandra nel quotidiano impegno di accoglienza delle donne immigrate, anche incinte, che hanno partorito nelle barche oppure poco dopo arrivate in Italia.
La sorella vi farà ascoltare due canti che ha composto. nel travaglio di questa società, fa una riflessione, si rivolge ai bambini non nati per cattiveria (ognuno faccia la sua riflessione) e ai disabili soli, sbandati nelle vie della nostra società, e gli anziani. i più deboli, i più  fragili.
"Voce non ne hai perché sei piccolo, voce non ne hai perché sei debole, voce non ne hai perché sei vecchio, ma io canterò per te, e griderò perché tutti sentano, il cuore tuo, prezioso dono Suo… che batte batte forte, che batte batte ancora… la grande voglia di vivere. è vero se tu mi stai vicino,  dona amore e crederai alla mia vita, … solo Dio decide, a lui affido la mia vita. io sarò per tutti nuova speranza… fammi nascere, io svelerò l’essenza della vita, tu non rifiutarmi, io custodirò per voi la saggezza, non ignorarmi. Sì, io ti aiuterò, ti accoglierò, è il mio dovere, avrò coraggio di lottare, il resto non avrà più valore."

Leo: ringraziamo di cuore per questa testimonianza forte.
Fratel Biagio: grazie di questo confortano, le città si svuotano, rischiamo di rimanere soli, questa è una vacanza vera profonda, continuate così, portate nel cuore questa esperienza.

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