Quarenghi – Vita e Libertà

T. (presidente regionale Sicilia) volevo esternare un mio pensiero, questa settimana sarà molto interessante, non mancheranno i momenti di svago, sono sicura porterete con voi un bel ricordo.

Il percorso propone una vista di riflessione, vi invito alla riflessione della quotidianità, si costata tanta violenza contro l’uomo, in quanto non ci si ferma a riflettere, sull’unione coniugale, sulla procreazione e sul senso della vita. Il concetto d persona non è chiaro. Le forme di violenza si sviluppano sempre più. È evidente l’irresponsabilità. Il papa ha ricordato Ambrogio autarco, che contrappone alla cupidigia il disprezzo del mondo. Denuncia la cupidigia come la radice di tutti i mali. Il papa individua la cupidigia come causa dei problemi della società. Si diffonde oscurando i valori. Aborto, eutanasia sono piaghe della società. Tutti noi grazie a una educazione finalizzata al rispetto della vita dobbiamo chinarci su queste piaghe. Insieme, noi, voi, con una visione gioiosa della vita dovremmo affermare il valore della vita.

La speranza in voi giovani non è vana.

Noi educatori dobbiamo trasmettere i valori ai giovani, attraverso un nuovo modo di comunicare, attraverso il modo di essere dell’uomo, per costruire dei valori autentici. Solo un approfondimento culturale più mitigare questo problema.

Ho voluto esternare il mio pensiero. Prima di salutare ringrazio Leo Pergamo per l’organizzazione.

 

C. il titolo: i problemi del fine vita. Questo titolo corrisponde a quello di un mio libro, scritto insieme a una mia figlia. Bisogna ricordare i fatti.

Una ragazza a 22 anni, il 18 febbraio ‘92, è coinvolta in un incidente stradale, da allora per 17 anni è rimasta distesa in un letto, in stato vegetativo permanente. Questo stato non comporta l’uso di macchine per far respirare le macchine. L’encefalogramma non era piatto. In una sentenza: “respira spontaneamente, le funzioni vitali sono integre, ma non risponde agli stimoli.” Si tratta di una giovane la cui morte può avvenire in qualsiasi momento, come per ognuno di noi, se smettiamo di bee e di mangiare.

Il padre ha promosso una serie di cause per sospendere la alimentazione alla figlia. Si rivolse al tribunale di Lecco, di Milano, ecc… alla fine è ricorso in Cassazione, non poteva chiedere la morte della figlia. Questa è l’ottava sentenza, per la prima volta dà ragione al padre di Eluana, potrebbe essere fatta morire ad alcune condizioni. (…)

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