MARGinalization (italiano, english)

Ho appena sentito E, il figlio della mia amica che è morta, non è chiaro il perché, come ha detto anche lui.

Ma quello che si sa è che era profondamente triste, e il motivo della tristezza era che non sopportava la vita fredda di questo paese, dopo aver visto quella amichevole e allegra della Palestina. E lei non poteva tornare per motivi burocratici, e questo la rendeva profondamente triste.

E io ultimamente non ho fatto quasi niente per lei, anzi… l’ho considerata proprio se dovevo, cioè se mi chiamava al telefono… ma ho evitato di sentirla finché potevo.

Ha detto A che io faccio sempre così, scappo.

Ma io guaio è che ho escluso una persona, e nessuna persona merita di essere esclusa o emarginata o non considerata, ma ognuno deve essere accettato. Ogni persona è diversa e non potremmo vivere senza diversità, ci estingueremmo subito. Io quanto mi lamento quando mi costringono a fare cose che non faccio, magari perché non posso… e non mi accettano per quella che sono… ma prima di lasciarsi andare, bisogna mandare a quel paese chi ci priva della libertà, che è l’aria per la nostra anima.

Poi l’altro guaio è che ho considerato un suo piccolo difetto, quello di essere troppo artistica e non riuscire a seguire nessuna regola… ad esempio nella battitura di un testo. È l’ho fatta arrabbiare per questo… senza dare troppa importanza. E so che è una cosa profondamente ingiusta. E poi avevamo pregato insieme dopo pranzo stese sullo stesso letto. Dicevamo il rosario insieme e la coroncina della Divina Misericordia alle 3 del pomeriggio. E la domenica siamo andate a messa insieme.

Mi aveva mandato delle mail e io non le avevo risposto, sempre per la battitura di quel libro… ma era solo un libro… e conveniva mandare a quel paese il libro, invece che l’amicizia.

Aveva bisogno di me. E io non ci sono stata.

Mi aveva proposto di andare a vivere con lei che era sola e trovare un lavoro nella sua città…

Quanto bene può fare anche la sola presenza… come nel caso dell’Adelina, che aveva perso la testa e poi sono bastate delle piccole attenzioni per fargliela recuperare, è bastato un po’ di affetto…

Dice A che penso a Gesù e mi dimentico di altre 300 persone. Ora credo che se penso a Gesù penso a tutti.

La realtà è che spesso penso solo a me stessa, a ritagliarmi il mio spazio e vivere in pace, senza gente che mi disturbi.

Non dovrebbe esistere che me la lego al dito. Dovrei apprezzare le intenzioni delle persone e non quello che fa effettivamente e le conseguenze che ne derivano. Le conseguenze dipendono da tanti fattori esterni… non da quello che si fa o che si voleva fare. Solo quello che si vuole fare viene dalla persona ed è l’unica cosa che bisogna considerare…

Ma mai emarginare nessuno, mai escludere nessuno…

 

I have just heard e, the child of my friend that is dead, it is not clear why, as he has said too.

But what is known is that she was deeply sad, and the reason of the sadness was that she didn’t bear the cold life of this country after having seen the friendly and happy one of Palestine. And she could not return for bureaucratic reasons, and this made her deeply sad.

And lately I have done almost nothing for her. I have considered her only if I had to, that is if she called me at the telephone. but I have avoided to feel her until I was able.

A said that I always do so, I escape.

But the trouble is that I have excluded a person, and no one deserves to be excluded or marginalized or not considered, but everyone must be accepted. Every person is different and we could not live without difference, we would immediately extinguish there. how much I complain when they force me to make things that I don’t do, even because I am not able. and they don’t accept me for what I am. but before leaving all, we have to avoid the ones who deprive us of freedom, that is the air for our soul.

Then, the other trouble is that I have considered a small defect, that to be too much artistic, for instance in taping a text. For this I got her angry. without giving too much importance. And I know that it is a deeply unfair thing. And then we had prayed together after lunch it stretched on the same bed. We told the rosary together and the little crown of the Divine Mercy at 3 o’clock in the afternoon. And the Sunday we have gone to mass together.

she had sent me mails and I had not answered her.

She needed me and I wasn’t there.

I often think only about myself.

I should appreciate the intentions of the people and not the consequences. The consequences depend on so many external factors.

But we never have to marginalize anybody, never exclude anybody.

 

 

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