Mar Musa

La nostalgia ha una sua funzione: ci sposta verso un momento della nostra vita, non perché questo abbia più senso del presente, ma piuttosto perché il presente cerca le sue radici… Diamo un particolalore all’istante in cui il presente ha cominciato a esser seminato nella nostra vita.

Fu terribile: non capivo come il progetto d’amore così trasparente che avevo formulato potesse spezzarsi.

 

Per me la fedeltà non era una qualità secondaria, era la persona tutta intera. Il principio di fedeltà non proveniva da me, ma da più lontano, aveva origine nella mia educazione: essere fedeli era un principio ideologico strettamente collegato a quello di giustizia. E se ci nascondevamo per festeggiare la nostra deriva in quelle case abbandonate, forse significa che quel principio non era stato abbastanza interiorizzato.

Bisogna incollarsi alla sofferenza, sfregarcisi contro, reagire al suo contatto, altrimenti non si è liberi. Per esser vicini gli uni agli altri, bisogna superare la repulsione istintiva che provoca la vista di qualunque miseria. Istintiva, perché di fatto impoverirsi è contro natura. Anche essere solidali con i poveri lo è. La nostra dinamica vitale ci porta piuttosto ad arricchirci, a migliorare il nostro confort e la nostra sicurezza. Ma se adottiamo il movimento, che non è innato, di ricercare la semplicità dei poveri, troviamo allora l’immenso flusso d’amore dei piccoli di questo mondo. Qui si annida un’inestinguibile riserva di felicità.

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