Buona festa dell’Immacolata Concezione!

Auguri!

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grazie x oggi

ciao, volevo ringraziare Rodolfo, Claudio e chi ci ha dato una mano x giocare la partita a calcetto di oggi al carcere minorile. era bellissimo vedervi tutti con le maglie blu o bianche, impiegati del Consiglio Regionale e detenuti :))) era molto bello!!! da fare una foto, ma nn si potevano fare! soprattutto all’inizio mentre vi allenavate e vi riscaldavate tutti in cerchio o a coppie🙂 aveva un che di coreografico🙂
mi dispiace x i 3 infortunati e i 5 precettati, ma sono stata ancora più contenta che sia riuscito tutto lo stesso nonostante le tante difficoltà. solo il fatto che si sia giocato è stato un successo. e stando lì scoprivo ogni minuto la grazia di trovarsi lì in quel momento con loro.
è stato bellissimo anche parlare con loro, sentire la musica e sentirli cantare le canzoni che avevano composto loro stessi, ognuno nella propria lingua, chi cantava in arabo e chi rispondeva “x le rime” in albanese o in qualche nostro dialetto. sorprende la versatilità di questi ragazzi che apprendono subito e fanno con entusiasmo quello che hanno imparato.
è meraviglioso anche l’impegno che c mettono nelle cose, la voglia di vincere, il modo in cui si organizzano insieme, si danno regole, si incoraggiano, si spingono l’un l’altro a fare di più e meglio, ci tengono ad essere i migliori.
e infatti ci hanno battuti 10 a 8! quindi invito i miei colleghi al prossimo incontro x prendere la rivincita! cioè il 22 dicembre!

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Hello world!

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Lo statuto giuridico dell’embrione umano (Marina Casini)

Affrontiamo il tema dello statuto giuridico dell’embrione umano.
Dobbiamo capire qual è l’atteggiamento da tenere verso il più piccolo essere
umano. Caratteristica del nostro tempo è pianificare anche l’inizio della vita
umana. È recente la conoscenza dei processi generativi. Abbiamo una quantità di
conoscenze prima inimmaginabile. Si colloca nel cuore della riflessione sui
diritti dell’uomo. In nome dei diritti dell’uomo si considera il tema dell’aborto
da delitto a diritto. Dobbiamo capire come è possibile che i diritti umani
vengano stravolti. La questione più grave e grande è capire chi è l’uomo, se si
può dire sempre umano, noi sappiamo di sì ma questo non è pacifico. Si parla
anche della famiglia, filiazione, il senso della genitorialità, del progresso
scientifico, che fa progredire la scienza e che cosa la imbarbarisce. Quindi è
una questione molto densa e mondiale: ne parlano tutte le sedi politiche,
istituzionali dove viene affrontata la questione. Sono stati fatti referendum.
Con la Corte Costituzionale Ungherese abbiamo davanti un nuovo protagonista che
si è fatto largo, soprattutto con l’avvento delle moderne tecnologie
riproduttive. Nel ventre della donna era nascosto, oggi è chiamato
all’esistenza con mezzi tecnologici.

Corte Costituzionale ungherese: “L’embrione svolge un ruolo
nella società. Il concepito si rende visibile anche al di fuori del grembo
materno.”

Ci sono diversi approcci. Ci sono molti testi in cui si
parla dello statuto giuridico dell’embrione umano così: vediamo come i paesi
disciplinano la questione. Ma non è sufficiente fermarsi alle regole, alle
discipline giuridiche. La domanda è sempre quella: è un soggetto o un oggetto?
È qualcosa o qualcuno? Questo sguardo è stato sollevato da Mitterand nell’85 in
un Convegno europeo. I vari paesi cominciavano a darsi regole sulla
fecondazione artificiale, le tecnologie riproduttive.

Il figlio è sempre figlio, ma dal punto di vista giuridico è
facile sgattaiolare: la questione è eliminare la sanzione penale, la salute
della donna, socializzare con la donna… in realtà i soggetti sono 2. queste
questioni distolgono da quella centrale.

Quando l’essere umano concepito non è nel corpo della donna,
non si può più evadere, è un essere umano scoperto, è talmente debole che può
essere oggetto di qualsiasi abuso. In generale tranne in frange estreme
ideologizzate, l’aborto è visto come un male da evitare, ci si arrampica sugli
specchi per dire che è un bene.

È lodevole il desiderio del figlio. Bisogna rispondere alla
domanda: qualcosa o qualcuno? Il diritto deve prendere posizioni. Si dice che
gli embrioni umani possono servire a guarire malattie inguaribili, sappiamo
benissimo che sono tutti discorsi propagandistici. Siamo partiti con un ottica
tollerante dell’aborto, si arriva a un ottica di dovere per ragioni
scientifiche.

La questione è veramente di enorme rilevanza. Dobbiamo
rispondere a tutte le aggressioni alla gravidanza: aborto chirurgico, ru486,
aborto a nascita parziale, pillola del giorno dopo, aborto a nascita parziale.
Fin ora che ha detto il diritto?

Gli orientamenti sono 4. è uno schema, sono flash, la realtà
è molto più complessa. In Italia per la legge 40 queste anime si sono
miscelate, si è partiti da una legge e si è stravolta.

Intendo atti ministeriali, o governativi, internazionali…

Cancellazione:
alla domanda qualcosa o qualcuno è come se rispondesse: non esiste nessuno o
niente, è cancellato il fatto che esiste una realtà con la quale ci si deve
misurare. Questa cancellazione prima che fisica e giuridica è mentale. In
questo orientamento nelle categorie del pensiero umano non si riesce a
percepire di come dal niente si può sviluppare qualcosa. Si dice: il problema
non esiste, si cerca di rimuovere il problema, la domanda. Gli embrioni possono
essere distrutti. È un prodotto di qualità quando ad esempio si esige di poter
selezionare gli embrioni per scegliere il migliore, quasi ci volesse un
certificato di garanzia. C’è un sopravvissuto a fronte di una strage, come
quando in una fabbrica si costruiscono oggetti, ci sono quelli che vengono
meglio e quelli che vengono peggio. I migliori hanno il certificato di
garanzia, vengono messi sul mercato. Vengono considerati un fastidioso esito di
un rapporto non protetto. Come la contraccezione di emergenza. Si sa benissimo
che l’incontro tra i gameti può essere già avvenuto, ma non ci si vuole porre
il problema. È cancellato quando si pensa che il figlio non voluto è un danno.
Se io avessi saputo avrei abortito, il medico non mi ha detto che era
malformato. Me lo tengo ma mi devi pagare, l’idea che ci sia stato un figlio
fin dal concepimento è completamente cancellato. Tutte le volte che abbiamo a
che fare con normative sul congelamento di embrioni, prelievo di cellule
staminali, dobbiamo pensare che c’è una cancellazione completa della domanda:
qualcosa o qualcuno. Anche quando si dice che assolve il concepito a ideologia,
religione, vuol dire cancellare la realtà, che c’è ma non si vuol vedere

Fuga: vuol dire
fuggire di fronte alla realtà. Ci sono leggi come la 194 in Italia e quella
francese sull’aborto. Si dice che è tutelata la vita umana dall’inizio, ma non
si dice qual è l’inizio. Quando ci fu il dibattito, qualcuno propose un
emendamento: specifichiamo che intendiamo il concepimento. Gli fu risposto che
era un pleonasmo, un’inutile ripetizione, un di più, tanto si sa che la vita
comincia col concepimento. È stato tanto chiaro che questo inizio nel
concepimento è stato completamente cancellato. Qualcuno ha detto 7-8 mesi,
quando il bambino è già formato, l’inizio ha fatto questa fine. Il limite
estremo della fanciullezza è prolungato al 18° anno di età dalla convenzione
dei diritti del fanciullo, a 18 anni poteva partire militare. Ma non si è
trovato un accordo sull’inizio della fanciullezza. Si è detto che non conta la
nascita, ma per tutti i nove mesi? O da quando? Si è preferito fuggire alla
domanda fondamentale.

Oppure c’è la tecnica dello spostamento, si affronta un
argomento parte, prossimo allo statuto giuridico dell’embrione umano. È il caso
dell’aborto. È bambino o no? Si tratta di riconoscere che la sanzione penale è
inefficace, si tratta di cambiare strumento giuridico per tutelare la donna,…
tutte cose di cui si deve parlare, ma non si tratta di asportare un’appendice infiammata,
bisogna capire chi sta sotto il cuore della madre.

Ci sono state corti costituzionali, come quella francese e
quella europea dei diritti dell’uomo, che hanno delegato altri, come i
parlamenti. La questione è stata posta alla corte europea dei diritti
dell’uomo, e ha risposto che non c’è scritto, bisogna rimandare la questione ai
parlamenti nazionali Ma allora che corte dei diritti dell’uomo sei??

Si parla sempre di diritti umani ma non si sa chi è l’uomo.

Tutela oggettivata:
Si può rimanere incantati leggendo i documenti che tutelano l’embrione umano.
Le leggi tutelano anche oggetti, ci sono oggetti preziose. Ci sono leggi che
tutelano il patrimonio ambientale, artistico, gli oggetti custoditi nei musei,
le norme del codice penali tutelano anche il cadavere. È sintomo di una sorta
di protezione, ma il diritto tutela anche le cose. La distinzione tra oggetto e
soggetto tutelato passa dai diritti umani. È uno sguardo che guarda in modo
indiretto. Tutela l’embrione umano come cosa, è tutelato come cosa perché può
interessare molto ad altri. è una tutela strumentale, è tutelato come oggetto
per gli altri. in Romania Ciausescu restrinse la legge sull’aborto, tutelò la
vita, per altre ragioni legate alla politica militare o alla crescita della
popolazione, altri fini rispetto ai quali l’embrione umano è funzionale.

 

Tutela soggettivata: l’embrione è tutelato non perché è cosa
preziosa, ma perché è riconosciuto un soggetto umano titolare dei diritti umani
fondamentali. Un esempio è la legge 40. su questa legge c’è stato un
sopravvento della cancellazione. Lo troviamo anche in 2 risoluzioni del
parlamento europeo, in cui si dice che l’embrione umano è soggetto.

 

Gli esiti dei primi 3 orientamenti:

c’è una concezione dl diritto non come guida all’azione ma
come espressione del consenso della maggioranza. È tutto da vedere come è
manipolato il consenso.

Siccome c’è un grande dibattito, scontro, si dice: non
parliamone. Abbiamo avuto una serie di normative in cui disciplinava la
fecondazione assistita, ma quali erano i principi condivisi? Erano: evitiamo le
cose estreme, la maternità surrogata… si riducono a questioni marginali, ma non
si affronta la questione dello statuto giuridico dell’embrione umano.

I diritti umani sono proclamati solennemente e allo stesso
tempo vengono negati per i più deboli. Sono i più deboli a pagare le
conseguenze dei diritti dell’uomo, paradossalmente.

I diritti umani vengono interpretati nello stesso modo del
diritto positivo, cioè scritto. Le leggi effettivamente vanno interpretati. Ma
i diritti umani, possono essere oggetto di interpretazione? No, perché sono
precedenti al diritto scritto, in base ai diritti umani diciamo se una legge è
giusta o ingiusta. L’essere umano appena concepito non è considerato un essere
umano. Vi immaginate una legge per ognuno, Marina ha diritto alla vita, se non
c’è scritto la mia vita sarebbe alla mercé di tutti, ma vi immaginate?

Per veicolare l’idea che l’essere umano appena concepito può
essere considerato una cosa, si cambiano le parole. Ad esempio altro che
diritti riproduttivi, si parla di contraccezione, sterilizzazione, aborto. Si
bypassa il dubbio, il dubbio non ha senso. C’è un’assolutizzazione della
dignità umana, che va riconosciuta solo a chi ha una certa qualità di vita.

L’antropologia cristiana (che è profondamente umana, fondata
sulla ragione) si sposa benissimo con un’idea moderna dei diritti umani.

È molto importante che gli aborti diminuiscono, certo che è
importante, ma quello che conta è che quella madre sia tutelata, sostenuta
dallo Stato, non solo dai centri d’aiuto alla vita. Ci sono ancora aborti
clandestini fatti in cliniche, cytotec, pillole… che la legge sull’aborto non
ha diminuito ma ha rafforzato.

È come se i concetti di uguaglianza, dignità, laicità,…
grandissime cose enormi, poste di fronte alla prova del nove, davanti
all’essere umano, apparentemente più insignificante. Tutti coloro che
nell’esistenza umana si troveranno in stato di disabilità, debolezza, sono
tutelati. Invece negando la dignità al più piccolo essere umano, rischiamo di
negare i diritti anche ai più deboli, disabili…

Cultura della vita e cultura della morte si confrontano.

La egge 0 ha detto che l’essere umano appena concepito è un
soggetto titolare di diritti. Il principio fondamentale è quello della destinazione
alla nascita. Non si può fare la diagnosi pre impianto a fini selettivi,
occorre che questo essere umano abbia anche un babbo e una mamma… diceva: se
proprio volete ricorrere alla riproduzione assistita facciamo in modo che
questi concepiti siano destinati alla nascita e abbiano un babbo e una mamma.

Che è successo? A suon di sentenze, si è arrivati ad
abbattere e svuotare il contenuto stesso della legge 40. il punto di svolta è
stata la sentenza 151 del 2009. già da tempo c’erano attacchi forti sul tema
dell’embrione umano. Tante volte i giudici sono stati chiamati a vedere se era
possibile la diagnosi pre impianto. Una volta abbattuto il limite di produzione
di più embrioni è chiaro che quelli in più li congelo. Ha amputato pesantemente
la legge 40. la prima motivazione dei giudici. In fondo la tutela dell’embrione
era già indebolita nella legge 40. si accettava l’idea che non tutti e 3 gli
embrioni attecchissero nel corpo della donna. Dice: non ha senso continuare a
volerlo tutelare. Poi dice: c’è in gioco la salute della donna. Significa
sottoporre la donna a un bombardamento ormonale ripetuto. Se non funziona alla
prima, dovrai continuare a sottoporti alle stimolazioni ormonali. Anche una
gravidanza trigemina può essere un rischio per la salute della donna. In fondo
se deve essere applicato sempre a tutte le donne lo stesso protocollo,
significa trattarle tutte allo stesso modo. Ci potrebbero essere donne per le
quali è meglio impiantarne 4 o 5, ecc… sono osservazioni pertinenti?

È vero che la fecondazione assistita mette a rischio la vita
dell’embrione. Quando è stata approvata la legge 40 è stato detto che c’è una
riserva, per un compromesso. Allora si è detto: se questa cosa proprio si deve
fare, almeno si facciano per vivere, che siano destinati alla nascita. Un conto
è questo, un conto è esporre deliberatamente gli embrioni a danno,
soppressione, morte certa.

Per la salute della donna è meglio piccoli interventi
ripetuti piuttosto che una massiccia stimolazione, che può danneggiare anche
gli ovuli.

Si sa benissimo che una gravidanza trigemina ben monitorata
non ha nessun effetto negativo sulla vita o sulla salute della donna.

Su alcune cose come il testamento biologico il medico si
deve attenere alla legge, su queste cose si dice che il medico deve avere
discrezionalità.

La corte è fuggita davanti alla domanda fondamentale:
qualcuno o qualcosa? Ha contraddetto la legge e le sue stesse sentenze prodotte
anni addietro.

Il tribunale di Bologna ha utilizzato la diagnosi pre
impianto di 6 embrioni per selezionare quelli non portatori di distrofia
muscolare, della quale la donna è portatrice sana.

Stiamo leggendo delle cose tremende, sono cose terribili
queste.

Allora vedete lo scontro di culture sul tema dello statuto
giuridico. La diagnosi pre impianto è terribile in sé. L’idea di impostare un
rapporto di filiazione sulla base della pretesa di un diritto al figlio sano,
per ottenere il quale mi servo dei giudici per ottenere il permesso di
eliminare gli altri. ma siamo sicuri di avere sempre il dominio sui figli? È
un’impostazione anche concettualmente devastante, perché altera il rapporto
genitoriale, che dovrebbe essere accoglienza, accettazione alle eventualità. Un
figlio si può ammalare, fare un incidente…

 

Si è continuato a ignorare il presupposto della legge
prendendo a picconate il presupposto della normativa. Una volta che la corte
costituzionale si è pronunciata, è difficile che il parlamento ci ripensi.
Considerando la deriva eugenetica, è auspicabile che sia approvata una proposta
di legge che modifichi l’art. 1 del Codice Civile. È fondamentale
nell’ordinamento. Dice che il riconoscimento di persona comincia dalla nascita,
è una norma antica, si fonda sul diritto romano. La proposta di legge dice che
il riconoscimento di persona comincia dal concepimento. Amato disse che l’art 1
del Codice si trova in un contesto completamente diverso da quello in cui fu
approvato. È talmente evidente il discorso. Tocca agli altri giustificare
perché lo vorrebbe lasciare così com’è.

 

Il primo concetto da sviluppare è il principio dell’uguale
dignità che va riconosciuto a tutti.

L’altro è il principio di protezione del debole, c’è di
mezzo il principio di solidarietà. Si trova in tutte le azioni giudiziarie.
Perché non estendere il principio di solidarietà anche verso il bambino non
ancora nato?

Principio di precauzione: anche nel dubbio si riconoscono i
diritti umani, il diritto alla vita.

 

La questione dello statuto giuridico dell’embrione è
l’estensione dei diritti umani all’essere umano appena concepito, l’embrione.
Sarebbe un progresso più grande dell’abolizione della schiavitù, come ha detto
la Corte Ungherese.

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Fra me e Te…

è una cosa molto banale il voler apparire agli occhi degli altri.
Io voglio avere il mio giardino segreto, dove dare appuntamento all’Amore.
Voglio una santità che rimanga fra me e te, mio Dio,
raggiunta soltanto attraverso un comportamento filiale.

- Auguste Valensin-







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La prima libreria online dedicata alla religione cattolica
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sulla dignità…

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